04/12/2021 di Luca Marcolivio

Il libro-denuncia della Baldassarre: «Utero in Affitto schiavitù del terzo millennio»

Tutto è nato da un video sconvolgente giunto circa un anno fa dall’Ucraina. Una clinica Biotexcom per “neonati surrogati” mostrava decine e decine di bambini piangenti tutti stipati in un unico stanzone. Sullo sfondo un’infermiera che, con fredda cordialità professionale, invitava i genitori destinatari a venirsi a prendere quanto prima i piccoli (in Ucraina si era in periodo di lockdown), tutti concepiti tramite utero in affitto. Immagini che stridevano e impressionavano. Un video che ha colpito profondamente la sensibilità dell’europarlamentare leghista Simona Baldassarre, già da tempo interessata al tema. Desiderosa di approfondire ulteriormente e denunciare questo crimine (in molti paesi legalizzato) dei nostri tempi, l’onorevole Baldassarre si è dedicata alla stesura di un libro-inchiesta, Il mondo di sotto. Donne sfruttate e bambini venduti, con prefazione del segretario della Lega, Matteo Salvini, e introduzione del giornalista Marcello Veneziani.

Il volume è stato presentato ieri sera a Roma, al Palazzo Brancaccio, alla presenza dell’autrice, della giornalista Maria Giovanna Maglie, che ha moderato l’incontro, di Maria Casini Bandini, presidente del Movimento della Vita, del senatore e leader della Lega Matteo Salvini (intervistato da Pro Vita & Famiglia sull’argomento) e dell’avvocato Domenico Menorello, ex deputato e coordinatore dell’osservatorio parlamentare Vera Lex.

L’onorevole Baldassarre ha raccontato di aver scritto alla Commissione Europea, a seguito della visione del filmato di Biotexcom, ma di aver ottenuto risposta soltanto «molto tempo dopo e in maniera vaga». In precedenza, l’europarlamentare leghista aveva presentato due emendamenti, entrambi respinti dall’assemblea di Strasburgo. Quello dell’utero in affitto, ha detto Baldassarre è «un mondo grigio», che si sostanzia nella «nuova schiavitù del terzo millennio»: il corpo delle donne viene messo in affitto, gli embrioni concepiti artificialmente vengono quindi «crioconservati, custoditi in zainetti e portati da un paese all’altro», per poi finire impiantati nell’utero di «donne povere».

In Italia, com’è noto, affittare un utero è reato ai sensi della Legge 40/2004, eppure il nostro paese è coinvolto pienamente in questo crimine, viste le numerose coppie che sfruttano l’utero di donne straniere e «una politica che si gira dall’altra parte». L’onorevole Baldassarre ha dato alle stampe il suo pamphlet nella speranza di risvegliare le coscienze, affinché «la popolazione tiri fuori il suo sdegno», perché «il sonno dei giusti è la causa del potere dei malvagi». Ne Il mondo di sotto sono riportate storie drammatiche, qualcuna a lieto fine come quella di una donna thailandese che ha preferito tenere il bambino destinato per contratto a un’altra coppia, altre dall’esito tragico come quella di Brooke Verity Cochran, morta a soli 37 anni a seguito di un cocktail di antidepressivi, dopo cinque gravidanze surrogate.

Da parte sua, l’avvocato Menorello ha ricordato che, sul piano del diritto internazionale, la pratica dell’utero in affitto è ostacolata da numerose norme, a partire dall’articolo 9 della Convenzione sui Diritti del Fanciullo del 1989: «Gli Stati parti vigilano affinché il fanciullo non sia separato dai suoi genitori contro la loro volontà […]» (comma 1); «Gli Stati parti rispettano il diritto del fanciullo separato da entrambi i genitori o da uno di essi […]» (comma 3). Ed è proprio «nell’utero che si crea il legame del nascituro con la madre», ha affermato Menorello.

Anche la donna è protetta da questa nuova schiavitù, grazie a due sentenze della Corte Costituzionale (2017 e 2021), oltre alla già citata Legge 40. Il 31 marzo 2021, tuttavia, è arrivata una vera e propria «breccia nell’ordinamento», con la sentenza della Cassazione che ha autorizzato la trascrizione di una bambina “surrogata” nata all’estero e adottata da una coppia omogenitoriale italiana. L’unico modo per evitare la trascrizione, a questo punto, ha sottolineato Menorello, è «dimostrare che la fecondazione artificiale è avvenuta a titolo oneroso», ma si tratta di un principio facilmente aggirabile. Al momento, ha ricordato il giurista, vi sono due proposte di legge, una delle quali – depositata alla Camera il 23 settembre 2020 e mai calendarizzata – avanzata dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, per rendere l’utero in affitto reato universale.

Da parte sua, Marina Casini ha ricordato che il fenomeno dell’utero in affitto è la «punta di un iceberg», sotto la cui superficie si deposita la «cultura dello scarto», la quale «mette in risalto l’io e il mio, mentre tutto il resto viene espulso dalla società». La presidente del Movimento per la Vita italiano ha indicato una delle conseguenze antropologiche di questa degenerazione: «Babbo e mamma diventano “cooperative di genitori”». La Casini ha ricordato le parole di Oriana Fallaci, che nel 2005 si schierò contro il referendum sulla Legge 40: «La scienza è come il fuoco. Può fare un gran bene e un gran male». Chi sdogana l’utero in affitto diventa così complice di una «guerra dei potenti contro i deboli».

Agli antipodi di tale mentalità, troviamo il discorso di papa Francesco ai partecipanti al convegno Yes to Life del 2019: «Quando una donna scopre di aspettare un bambino, si muove immediatamente in lei un senso di mistero profondo» e, tra lei e il figlio, «si instaura fin da subito un intenso dialogo incrociato, che la scienza chiama cross-talk». Che la gravidanza sia un «abbraccio d’amore» ce lo conferma anche una donna thailandese – citata nel libro di Simona Baldassarre e premiata dal progetto One of Us – che ha rifiutato di abortire il proprio bambino concepito artificialmente e destinato a un’altra coppia, dopo che al nascituro era stata diagnostica la trisomia 21. Questa donna «è riuscita a spezzare con l’amore la catena potente della schiavitù», ha commentato in conclusione Marina Casini.

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