08/05/2017

Il flop delle unioni civili (... mannaggia...)

La Repubblica trasecola di fronte al flop delle unioni civili: i numeri parlano chiaro.

«In otto mesi 2.802 unioni civili. In tutta Italia. Erano 2.433 a fine dicembre. Se ne sono aggiunte 369 tra gennaio e fine marzo. Non c’è che dire: decisamente un flop»

«Nelle piazze, prima della legge, c’erano migliaia di manifestanti — uomini e donne gay che rivendicavano il loro diritto di unirsi in un “matrimonio” civile», dice il quotidiano. In realtà non erano così tanti: diciamo che erano svariate centinaia. Ma loro no, parlavano addirittura di milioni, milioni veri, secondo loro (guardate gli screenshot qua sotto) in confronto a quei 4 gatti che a Piazza San Giovanni e al Circo Massimo manifestavano a favore della famiglia (quella vera, quella naturale).

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Il flop delle unioni civili a noi non sorprende affatto: avevamo visto che la stessa cosa è accaduta all’estero, dove è stato legalizzato anche il matrimonio gay e l’adozione: leggete qui: Il matrimonio gay una volta legalizzato passa di moda. Lo scrivevamo un anno fa.

Avevamo dato ascolto ai tanti omosessuali – persone ragionevoli e assennate, non omosessualisti accecati dall’ideologia – che conoscono la realtà in cui vivono e che dicevano apertamente che ad essi non interessa il matrimonio: non è nello stile di vita gay.

Ma la propaganda è propaganda, si sa.

Cercano di dare la colpa del flop all’omofobia o al fatto che qui le unioni civili non consentono (ancora) l’adozione. Ma è solo un modo per arrampicarsi sugli specchi e per far credere ai lettori che loro ci credevano ai “milioni” di gay depressi e discriminati per non poter coronare il loro “sogno d’amore”.

La realtà – amara – è che la manovra che ha condotto all’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili è solo ideologica. E’ dettata solo dalla volontà di destrutturare l’uomo e la società. E per raggiungere questo obbiettivo, il nichilista sa che bisogna innanzitutto distruggere la famiglia.

Redazione


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