15/09/2021 di Manuela Antonacci

Green Pass. L’allarme di un genitore: «Caos e discriminazioni su ogni fronte»

Green pass obbligatorio e genitori preoccupati. Diverse segnalazioni ci stanno giungendo, da tutta Italia, da genitori che si sentono discriminati per il fatto di non avere il certificato verde. Situazioni diverse che hanno mandato nel caos la scuola e nel panico i genitori. Abbiamo voluto parlarne con uno di loro (che ha voluto mantenere l’anonimato), si tratta di una persona sprovvista di Green Pass che ha riscontrato non poche difficoltà per il rientro a scuola di sua figlia.

 

Ci può parlare della vostra esperienza?

«C'è da fare una premessa, a Monza, prima ancora che uscisse questo decreto, l'inserimento è iniziato già dalla settimana scorsa. Già dal sei settembre, quando il decreto non era ancora in vigore, l'ufficio infanzia ha mandato la mail a tutti i genitori che dovevano fare inserimento, ai nidi, in virtù del decreto del 6 agosto, chiedevano che anche i genitori fossero muniti di green pass, altrimenti l'inserimento sarebbe stato riprogrammato. Dunque ci è stato chiesto il green pass quando ancora la legge non lo prevedeva. L'inserimento è iniziato il 1 settembre, l'obbligo, invece, era dal 13 settembre. Noi abbiamo ricevuto una mail il 27 agosto, mentre l'inserimento era programmato per l'1 settembre, quindi, 4 giorni dopo. Ci è arrivata, dunque, questa mail dall'ufficio infanzia, in cui, in tutti i nidi, era già obbligatorio l'uso del Green Pass, citando il decreto del 6 agosto che dice tutto il contrario e cioè che il Green Pass è obbligatorio solo per il personale scolastico e non per i genitori. Quindi è successo che ci siamo trovati in questa situazione, tre giorni prima dell'inserimento che, è perciò, slittato al 6 settembre. Già questo ha creato la prima difficoltà con lavoro e baby Sitter. Seconda cosa, non si ha tempo nemmeno per il green pass perché il problema è che se anche uno decidesse di vaccinarsi, il Green Pass arriva dopo giorni. Quindi loro hanno costretto i genitori a produrre il tampone molecolare. Hanno costretto le famiglie a spendere dei soldi. La stessa cosa fa questo decreto che è stato approvato l'11 ed è già attivo dal 13».

Sta avvenendo una discriminazione degli studenti con genitori senza Green Pass?

«Per me la discriminazione è palese ed è su due fronti: intanto sul fronte economico, tante famiglie magari non possono affrontare la spesa del tampone e sono costrette a produrre tamponi. Seconda discriminazione è un girare intorno all'ostacolo: il vaccino non può essere obbligatorio per legge, ma tu mi stai costringendo ad averlo sennò non ho diritto allo studio. Scuole per le quali io pago le tasse. È diventata una sorta di vergogna, per un genitore, non avere il green pass. C'è una paura a venire allo scoperto».

 

 

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