09/03/2017

Giudici e adozione gay: la dittatura della magistratura

Dopo che  i giudici di Trento hanno legittimato l’utero in affitto riconoscendo con sentenza l’assurda doppia paternità a due gemelli, oggi il Tribunale dei minori di Firenze ha riconosciuto l’adozione di due bambini da parte di una coppia di gay.

I due fratellini erano stati adottati in Inghilterra da due cittadini italiani.

I giudici di Firenze hanno riconosciuto loro lo status di “figli di due padri” e la cittadinanza italiana.

Chi fosse interessato può vedere sulle agenzie di stampa e sui giornali (per esempio La Stampa) le capriole giuridiche che hanno fatto i giudici di Firenze per addivenire a tale conclusione. Sappiamo bene come lavorano gli Azzeccagarbugli «perchè, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente» (Manzoni, I Promessi Sposi, cap. 3).

Ma sappiamo anche che l’Azzeccagarbugli, appunto, lavorava nel ‘600, ai tempi dello Stato assoluto, quando la separazione dei poteri non era stata ancora teorizzata.

Poi, però, è stato realizzato lo Stato di diritto. E ai giudici è stato assegnato il compito di applicare la legge, non di crearla.

Ma ormai da tempo qui da noi i giudici fanno quello che vogliono. Impuniti – sostanzialmente – quando sbagliano, intoccabili nei loro privilegi di casta, hanno dimenticato di essere “soggetti alla legge”, in base all’art. 101, secondo comma, Cost.

Quelli di loro che incarnano la cultura della morte radical chic a colpi di sentenza fanno e disfano le leggi del Parlamento: alla faccia della sovranità popolare e della democrazia di cui hanno sempre la bocca piena. E la maggioranza del Parlamento in carica, oggi, si adegua.

Senza contare che con  l’adozione da parte di single o di coppie formate da persone dello stesso sesso si «mina un diritto fondamentale dei bambini, ossia quello di avere un padre e una madre. Sono tantissime le coppie eterosessuali che in Italia aspettano di poter adottare bambini, ma sono ostacolate da burocrazia e lungaggini. Il diritto di un bambino è quello di avere un padre e una madre, con il provvedimento del Tribunale di Firenze si privilegia invece l’egoismo da parte degli adulti», come dice il comunicato stampa che ci ha inviato l’on. Fontana, europarlamentare della Lega.

Ma dei diritti dei bambini, ovviamente, i giudici non si curano. Loro si sentono onnipotenti. Non credono (non sanno?) che c’è un Giudice dei giudici (nella foto) cui prima o poi dovranno rendere conto.

Redazione



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