09/09/2020 di Maria Rachele Ruiu

FONAGS - Siamo qui per rappresentarti

Quando abbiamo incontrato la prima volta il ministro Azzolina con il Forum nazionale delle associazioni dei genitori, il 7 maggio scorso fummo molto chiari: non avremmo mai mancato di rispetto nel metodo, certamente, ma altrettanto certamente non avremmo mai mancato di fermezza e franchezza nel merito.

Generazione famiglia, infatti, nasce 7 anni fa per tutelare innanzitutto il diritto di libertà e in particolare di priorità educativa dei genitori, contro le discriminazioni. Negli anni è cresciuto un vasto movimento di famiglie che (si) manifestò pubblicamente in difesa di detti principi nei Family Day del giugno 2015 (Piazza San Giovanni) e del gennaio 2016 (Circo Massimo). Generazione Famiglia, co-promotrice di questi due eventi è tuttora radicata in quelle folle di semplici padri e madri. E siete proprio voi mamme e papà che ci avete inviato a rappresentarvi nel Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori (FONAGS). Troppe volte nel mondo della scuola le file sono state tirate dai sindacati. Noi siamo lì per essere il vostro sindacato, anzi, che dico, per essere il sindacato dei vostri e nostri figli.

Abbiamo incontrato per la prima volta il Ministro il 7 maggio. Erano passati già quasi quattro mesi dal nostro ingresso nel FONAGS, che ricordiamo essere tavolo consultivo per il ministro, e avevamo incontrato solo il comitato tecnico scientifico. Finalmente ci saremmo potuti presentare al Ministro, in un periodo, tra l'altro più che particolare. All'epoca, in estrema sintesi, furono tre le vostre richieste che facemmo nostre : 1) che l'esperienza DAD fosse lasciata all'emergenza: oltre ad essere foriera di evidenti discriminazione per studenti fragili o con fragilità socio economiche e territoriali, ci siamo fatti ripetitori dell'allarme lanciato dagli esperti sull'utilizzo eccessivo dei dispositivi digitali e degli enormi danni causati da un'esposizione prolungata (lasciammo sia al CTS sia al ministro questa relazione della nostra commissione scientifica in merito); 2) sostegno alle scuole paritarie, per salvaguardare la libertà educativa, ma anche e soprattutto l’intero sistema scolastico nazionale (raccontammo con i numeri perché se gli studenti che allora frequentavano le paritarie si fossero riversate nelle statali, il sistema scolastico sarebbe tracollato letteralmente); 3) una rinnovata alleanza educativa tra scuola e famiglia senza la quale la ripartenza sarebbe stata difficilissima (sottolineammo quanto il ruolo educativo fosse, ed è!, irrinunciabile e quanto solo un'alleanza franca e reale avrebbe potuto significare una ripartenza attenta, senza paure né confusioni e quindi un coinvolgimento attivo dei genitori sulle procedure di rientro. Queste tre richieste, imprescindibili per noi, avevano ed hanno un unico scopo: che nessuno fosse, allora, e sia, oggi, lasciato indietro. 

Anche nelle note che inviammo il 4 giugno per la riunione di coordinamento presieduta dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, concernente l'esame delle problematiche organizzative per l'avvio dell'anno scolastico 2020/2021, abbiamo reiterato tre richieste: 1) rientro in sicurezza con attenzione alle categorie più fragili, che la DAD ha inevitabilmente e profondamente discriminato, e che la DAD sia lasciata solo come estrema ratio per tutti, anche i più grandi; 2) che nella decisione sull'uso o meno della mascherina fossero soppesate le evidenti conseguenze pedagogiche, psicologiche e sociali e che almeno per i più piccoli, non fosse preso in considerazione il distanziamento ma classi più piccole; 3) che i genitori fossero e siano i primi attori a essere informati e interpellati per qualsiasi voglia procedura di emergenza.

Dopo la settimana di ferragosto, a pochi giorni dalle aperture delle scuole, osservando la grande confusione in merito alla riapertura della scuola, alle modalità e alla funzionalità, ci siamo fatti ancora una volta vostri portavoce e abbiamo chiesto alla Ministro un nuovo incontro, richiesta, appoggiata da quasi tutte le associazioni del tavolo. Nella grande confusione, leggendo i documenti ufficiali, ci siamo accorti che alcune nostre sollecitazioni, appoggiate anche dalle altre associazioni del tavolo, sono state "più o meno" accolte, ma altre, anche queste appoggiate da più associazioni, sono cadute nel vuoto. Martedì 26 agosto, finalmente, dopo quasi due mesi ,la ministro Azzolina ha finalmente rincontrato il Fonags, e quindi voi.

La maggior parte delle associazioni hanno chiesto di essere coinvolte di più nei processi decisionali, abbiamo sollevato i problemi tecnici del rientro a scuola (nodo trasporti, misurazione temperatura).

Noi in particolar modo abbiamo sintetizzato le vostre domande, richieste e perplessità e presentate al ministro, chiedendo per conto vostro:

- di insistere con gli uffici regionali e quindi con i dirigenti perché si assicurino che tutti i genitori conoscano e approvino le procedure in essere, supposte, previste in caso di studente contagiato, non solo tramite i canali rappresentativi ma anche inviando semplici email; che i patti di corresponsabilità siano uno strumento di alleanza tra scuola e famiglia, piuttosto che un foglio asettico da firmare imposto;

- il rientro in sicurezza per tutti anche grazie ai Patti educativi di Comunità tra le statali e le paritarie, dove alle famiglie sia assicurata la possibilità di scegliere la scuola paritaria ritenuta più sicura per il figlio, senza dover pagare rette aggiuntive, attraverso una quota capitaria, che abbia come tetto massimo il costo medio studente o il costo standard di sostenibilità per allievo; questo permetterebbe di soccorrere le scuole statali in crisi causa le famigerate "classi pollaio"

- che l'esperienza DAD sia un ricordo dell'emergenza, che sia assicurato il rientro in classe per tutti con la didattica tradizionale, per i motivi più volte esplicati;

- che tutte le misure di sicurezza siano congrue con la realtà dell'emergenza;

- avere pubblici i criteri secondo i quali scatterebbero le misure massime di contenimento;

 - autonomia territoriale rispetto alle misure di contenimento;

- un dialogo franco con il ministero del lavoro, della famiglia, per sostenere le famiglie, le donne, le mamme, soprattutto lavoratrici; che si faranno carico di quello che accadrà dal 14 settembre (e mi si consenta di sottolineare che pure fossero i papà a perdere il lavoro a causa di questa scellerata dimenticanza sarebbe altrettanto grave);

- lo sguardo fisso sui nostri figli: i ragazzi e i bambini hanno subito un momento davvero critico, è su di loro che dobbiamo avere il nostro sguardo: tutto deve essere fatto per aiutare e sostenere loro, anche a superare quanto hanno vissuto, con progetti di counselling di sostegno a tutti i ragazzi delle scuole di ogni grado. Se possibile, sempre per i ragazzi, provare a mantenere continuità didattica.

Durante l'incontro, il ministro ci ha assicurato che la ripartenza sarà per tutti e in presenza da subito e che coinvolgerà maggiormente studenti e famiglie nella "gestione" di questo nuovo anno scolastico anche tramite i Forags (Generazione famiglia è accreditata già in sei Forum Regionali delle Associazioni dei Genitori nella Scuola, e contiamo di accreditarci man mano in tutti quelli esistenti, avendo numerosi referenti sparsi per tutto lo stivale). Ha aggiunto che le realtà più povere saranno raggiunte da fondi per cancelleria; che stanno lavorando sia per i concorsi per gli insegnanti che per sbloccare i contributi alle paritarie promessi dai dcpm; a proposito delle mascherine rassicura che assieme al CTS si sta lavorando perché non siano obbligatorie anche sopra i sei anni. Ci ha poi assicurato che avrebbe invitato il Ministero della sanità, del lavoro e della famiglia ad avere un incontro con noi, per rispondere a tutti i temi da noi sollevati essendo di loro competenza.

Siamo in attesa di essere convocati e in attesa di veder trasformati i fatti le promesse che ci sono state fatte, prima su tutte, quella di vederci riconosciuto il diritto di priorità educativa dei genitori e l'importanza del coinvolgimento delle famiglie. E voi, siamo certi, con noi!

Restate connessi!!!


PS: (Abbiamo registrato che alcune associazioni, nonostante il momento emergenziale, hanno sfruttato l'incontro con il ministro per avanzare l'esigenza di avere progetti nelle scuole che rispondano alle famigerate emergenze omofobia, transfobia, violenza di genere. Il ministro ha risposto a queste associazioni che "la famiglia e la scuola sono i luoghi dove s’insegna il rispetto, antidoti dei commenti sessisti". Condividendo senza dubbio l'opportunità di educare i nostri figli al rispetto di ciascun uomo, perché portatore di una dignità intrinseca a prescindere da chi sia, cosa faccia, dall'età, dal sesso, dall'orientamento sessuale, o di dir si voglia, come certamente già facciamo ogni giorno a casa, vigileremo perché questo non possa e debba significare di costringere i nostri figli a subire ancora una volta, anche in questo momento, progetti "educativi" ideologici, come troppe volte è già accaduto).

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