16/09/2020 di Maria Rachele Ruiu

FONAGS – Evelina Chiocca sulla riforma di GLO e PEI

Ogni qualvolta il Ministro Azzolina parla del “suo modello” di scuola, promette una scuola a misura di tutti, soprattutto dei più fragili. A ragione di ciò, da giugno, ma soprattutto in questi giorni, ha annunciato l’adozione del nuovo modello di PEI (Piano Educativo Individualizzato). Una rivoluzione per migliorare l’integrazione, ma anche il farsi carico dei bambini e degli alunni con disabilità? Ahinoi, no. Ci troviamo davanti ad una più probabile involuzione. Se il modello, e i documenti ad esso correlati, non sarà sostanzialmente modificato, o comunque riformulato, ciò andrà a discapito del più debole: assisteremo a una presunta semplificazione della documentazione, e a una grave esclusione della famiglia, estromessa “di fatto” dal processp decisionale del figlio, inibendo il dialogo famiglia- scuola, fondamentale e fondante soprattutto per questi ragazzi.

Durante l’estate, infatti, presso il MIUR si sono adoperati per produrre i nuovi modelli di PEI, il decreto interministeriale e le Linee guida, in cui sono descritte le modalità di redazione del nuovo PEI.  Dalla “Bozza di Linee guida per la compilazione del Nuovo PEI” si evincono quali sono i nuovi orientamenti in materia d’inclusione scolastica che il Ministero introdurrà adottando il nuovo modello di PEI. Grazie alla presenza di Generazione Famiglia al FONAGS, abbiamo avuto l’opportunità di segnalare al CTS Osservatorio Inclusione del MIUR le nostre perplessità e i rischi di questo nuovo modello, preoccupazioni che anche la dottoressa Evelina Chiocca condivide (docente specializzata, che da anni si occupa dei diritti delle persone con disabilità in ambito scolastico e di formazione del personale docente. Collabora con alcuni Atenei come docente a contratto, scrive articoli e cura pubblicazioni, per la scuola. Membro del direttivo CIIS, coordinamento italiano insegnanti di sostegno, cura la rubrica FAQ di EDSCUOLA insieme all'avv. Nocera).

 

Cosa sono GLO e PEI di cui tanto si sta parlando in questo momento? 

«Il GLO è un gruppo di lavoro (gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, formato da più soggetti, ovvero:

  • da tutti i docenti della sezione (nella scuola dell’infanzia) o della classe (negli altri ordini e gradi di scuola) in cui è iscritto l’alunno con disabilità
  • dai genitori dell’alunno con disabilità
  • dagli specialisti che seguono l’alunno con disabilità.

I componenti del GLO hanno il compito di elaborare congiuntamente il PEI, Piano educativo individualizzato (DPR 24/02/1994). Nel redigere il PEI, ogni soggetto del GLO propone, in base alla propria esperienza e alle proprie competenze, e sulla base dei dati declinati nel Profilo dinamico funzionale(1), “gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all'educazione, all'istruzione ed integrazione scolastica” dell'alunno con disabilità. Il PEI contiene il percorso programmato per l’anno scolastico in corso, indica gli obiettivi prefigurabili, considerando le capacità, le potenzialità, gli interessi e le attitudini, nonché le caratteristiche del funzionamento dell’alunno con disabilità, acquisendo, in tal modo, l’impostazione culturale ICF. Il PEI, così come descritto, è il frutto di una condivisione e di una articolata collaborazione da parte di tutti i componenti del GLO».

In che modo viene adottato il nuovo Modello di Pei?

«Il nuovo modello di PEI è stato introdotto con il decreto legislativo 66/17, così come modificato dal decreto legislativo 96/19; questo modello si basa sulla nuova certificazione di disabilità e sul Profilo di funzionamento. Come puntualizzato anche nel Parere del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione), pubblicato il 7 settembre 2020, non son ancora stati emanati due provvedimenti, fondamentali per la definizione del nuovo PEI:

  • il decreto interministeriale, previsto dall’art. 5 del D.lgs. 66/17, contenente
    • le linee guida riguardanti la nuova certificazione di accertamento della disabilità,
    • le linee guida relative al Profilo di Funzionamento,
  • l’Accordo in Conferenza unificata sulle modalità di utilizzo delle risorse erogate dagli Enti locali (come, ad esempio, gli assistenti addetti all’autonomia e/o alla comunicazione), di cui all’art. 3, comma 5-bis, del decreto legislativo 66/17, così come modificato dal decreto legislativo 96/19».

Il 7 settembre il MIUR ha diramato un comunicato stampa, che vorrei commentare con lei. Intanto leggiamo "Tra le novità del nuovo impianto inclusivo: il Gruppo di lavoro operativo funzionerà come un organo collegiale che si occuperà della progettazione degli interventi inclusivi per le alunne e gli alunni con disabilità.” Cosa comporta in pratica questa modifica?

«Si tratta di un cambiamento di grande portata, che modificherà completamente il rapporto scuola-famiglia e che, se mantenuto, contribuirà ad escludere la famiglia dal processo decisionale nei confronti del figlio. Infatti, se fino ad oggi i componenti del GLO hanno condiviso la stesura del PEI, magari discutendo in modo vivace, ma pur sempre pervenendo ad un accordo, d’ora in poi, divenendo il GLO un organo collegiale, le decisioni verranno assunte attraverso l’espressione di voto da parte dei presenti all’incontro. È bene precisare che, fino ad oggi, i componenti del GLO non hanno mai votato per esprimere il loro parere favorevole o contrario rispetto al PEI e che la norma non prevede una votazione, bensì una elaborazione congiunta (DPR 24/02/1994). La trasformazione del GLO in organo collegiale modifica il rapporto fra le parti e la condivisione, caratteristica fondante dell’interagire fra i componenti del GLO, potrà anche venir meno. Sarà, infatti, l’approvazione (espressa con una votazione) a dare una nuova connotazione al GLO. Anche il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, ha espresso parere contrario, ribadendo che il GLO “non si può configurare come un nuovo Organo Collegiale”, bensì come “Gruppo di Lavoro”».

Che cosa succederebbe se, effettivamente (come temiamo), il GLO da gruppo diventerà organo collegiale?

«Succederebbe che:

  • Il PEI sarà sottoposto ad approvazione, mediante il conteggio dei voti favorevoli e di quelli contrari. Facile intuire, a fronte di situazioni critiche o controverse, chi potrà prevalere. La logica dei numeri non lascia spazio alla famiglia;
  • in quanto organo collegiale, il GLO sarà legale a tutti gli effetti, anche se non tutti potranno essere presenti: è sufficiente la presenza del 50% più uno degli aventi diritto; ciò significa che qualora la famiglia dovesse essere assente, perché impossibilitata a partecipare, dovrà subire le decisioni assunte da altri (compresa l’approvazione del PEI);
  • le decisioni non vengono assunte all’unanimità, bensì a maggioranza assoluta; in caso di parità, il voto del presidente, ovvero del DS o di un suo delegato, varrà il doppio;
  • non sarà più richiesta la firma da parte di tutti i componenti del GLO, in quanto per il PEI farà fede il verbale, redatto durante gli incontri;
  • per quanto riguarda le risorse per il successivo anno scolastico, la famiglia non potrà esprimere il suo voto, per supposto conflitto di interessi (si rimanda al documento Fish). Preso atto del fatto che, in ogni caso, il voto dei genitori, numericamente, potrebbe essere ininfluente, vale qui richiamare due sentenze del Consiglio di Stato, relative all’obbligo di astensione delle parti interessate (la Sentenza 4/11/2003, n. 7050 e la Sentenza 26/05/2003, n. 2826). La partecipazione dei genitori al GLO e alle relative votazioni dei PEI, in realtà costituisce fondata astensione (obbligatoria) da parte degli stessi. Altre sentenze evidenziano come nel caso di assoluta non serenità, la regola dell’astensione debba essere posta in essere. Ciò conferma ancor più l’evidente stortura della trasformazione in Organo collegiale di quello che, da sempre, è un gruppo di lavoro finalizzato alla realizzazione di un piano educativo, coerente con la realizzazione del Progetto di vita».

Leggiamo ancora che questo nuovo impianto è stato "predisposto, vagliato e condiviso" con le famiglie e che sono state predisposte nuove linee guida "per spiegare alle scuole in modo approfondito e argomentato la complessità delle innovazioni introdotte, che puntano ad una maggiore partecipazione delle famiglie e degli alunni stessi rispetto al passato." E ancora "Le famiglie godranno di pieno diritto di partecipazione e condivisione delle strategie inclusive, così come previsto dalle norme vigenti." Sembra quasi rispondere alle vostre perplessità. Cosa sfugge?

«Come fatto presente nella risposta alla domanda precedente, l’adozione del voto per approvare il PEI (e, in ogni caso, l’approvazione in sé) pone la famiglia numericamente in svantaggio in caso di non raggiunto accordo. Si potrà parlare, si potranno avanzare ipotesi, si potranno formulare suggerimenti, ma non potrà venire meno il momento della votazione, atto previsto per ogni organo collegiale. Se questa è “partecipazione”, ho motivo di credere che vi sia gran confusione in merito al significato di questo termine. No. Non ci sarà maggiore condivisione. Al contrario, potremmo assistere a un incremento delle situazioni conflittuali, a un irrigidimento nei rapporti, a un inevitabile ‘muro contro muro’, laddove le situazioni fossero particolarmente critiche. Non si è cercato il dialogo, bensì la semplificazione per ridurre confronti, per evitare la negoziazione o ogni forma di mediazione. E la soluzione adottata, quella di trasformare il GLO in un Organo collegiale, regolato dall’art. 37 del decreto legislativo 279/1994 (come riportato nel decreto interministeriale che abbiamo potuto leggere insieme al Parere del CSPI), è il segno di non disponibilità al dialogo. Confidiamo nell’accoglimento del Parere del CSPI e quindi ci auguriamo che il Ministero ci ripensi e che eviti questo “scivolone”, ma temiamo che non sarà così».

Un’ultima domanda di chiarimento rispetto al penultimo paragrafo: "Nel nuovo modello di PEI non vi sarà alcuna riduzione a prescindere dell’orario scolastico, come alcune forze politiche stanno facendo credere in queste ore, rilanciando false notizie. Come da sempre previsto, ci sarà invece una puntuale pianificazione delle attività didattiche per alunne e alunni con disabilità, che potrà essere personalizzata rispetto all’organizzazione oraria dell’intero gruppo classe, nel pieno rispetto del principio di individualizzazione e personalizzazione del percorso scolastico."

«Questo passaggio si smentisce nel leggere la bozza di PEI, che una testata online ha pubblicato, e il decreto interministeriale già citato. Il modello di PEI, pubblicato in bozza, riporta, per ciascun ordine e grado di scuola, una sezione in cui viene riportata la “riduzione dell’orario scolastico”, come richiesto dalla famiglia e/o dagli specialisti e accordata dalla scuola. La questione esonero dalla frequenza alle lezioni di alcune discipline, che dal documento della FISH pare non sia più ammesso nel primo ciclo di istruzione (ovvero nella scuola dell’infanzia, nella primaria e nella secondaria di primo grado), potrà tuttavia essere adottato nella scuola secondaria di secondo grado. Il riferimento normativo, scritto dal Ministero, è l’art. 10 comma 2 lettera d. del decreto legislativo 66/17, così come modificato dal 96/19. Se un alunno viene esonerato dalla frequenza di alcune lezioni, che cosa potrà fare? O va a casa oppure vengono predisposte delle attività che, in questo caso, potrebbero vedere coinvolti più studenti con disabilità, pur essi esonerati. Lecito intuire che questi studenti possano costituire una classe differenziale e, altrettanto lecito immaginare che, considerato l’esonero, la programmazione per loro potrà essere solo differenziata, senza possibilità di un eventuale passaggio al semplificato e il conseguimento di un titolo di studio. Ora, se l’esonero è stato inserito solo per gli studenti con PEI differenziato, appare alquanto ovvia l’illogicità di tale adozione, perché per questi studenti il percorso programmato è fortemente individualizzato; o forse l’esonero è stato pensato indistintamente per tutti gli alunni con disabilità? Qualunque sia la risposta, non si può non rilevare una palese discriminazione nei confronti degli alunni con disabilità, colpevoli, a quanto pare, di essere riconosciuti, mediante una certificazione, come “persona con disabilità”».

I tempi della emanazione del provvedimento?

«La ministra ha annunciato il modello del nuovo PEI già nel mese di giugno, pur a fronte della mancata emanazione dei provvedimenti che lo supportano e che sono previsti dal d.lgs. 66/17 (decreto interministeriale del Ministero della salute sulla nuova certificazione e sul Profilo di funzionamento e Accordo della Conferenza Unificata)».

Nel frattempo il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha subordinato il parere positivo all’accoglimento di importanti modifiche, fra cui quella relativa al GLO e all’esonero. Che cosa farà il Ministero? Accoglierà le proposte del CSPI oppure rimanderà l’emanazione del modello di PEI?

«Personalmente ritengo che questi modelli debbano essere riscritti, come devono essere impostate nuovamente le Linee guida e ridefinito il decreto interministeriale. Per farle un esempio, non sono entrata nel merito, ma dalle bozze pubblicate è possibile rilevare come il nuovo PEI:

  • contenga, al suo interno, quello che era il Profilo dinamico funzionale, seppur riformulato
  • risulti assente di alcune voci importanti in tema di “scelta del curricolo” e quindi di programmazione del percorso scolastico,
  • preveda la predisposizione di un PEI provvisorio, con relativa programmazione per l’anno successivo, senza neppur considerare
    1. che gli alunni cambiano: da giugno a settembre sono differenti, non sono “oggetti che restano immutati nel tempo”, ma persone che crescono e che hanno esigenze differenti,
    2. che dal passaggio fra un ordine e grado di scuola i docenti non possono (non ne hanno le competenze) adottare obiettivi didattici per il successivo anno scolastico,


    3. che i fattori contestuali, ovvero la presenza di facilitatori e/o di barriere, non può essere anticipata pensando al contesto (sono prevedibili gli abbattimenti delle barriere architettoniche, ma non certo quali saranno le influenze del gruppo-classe o della comunità scolastica nel suo insieme, piuttosto che la presenza di un docente rispetto a un altro),
    4. che la programmazione è questione seria e non può essere anticipata come provvisoria basandosi su presunta “prevedibiità” (nessuno conosce il futuro).

Sono solo alcune voci. L’argomento meriterebbe sicuramente un maggiore approfondimento».

 

E noi, continueremo a seguire con massima attenzione quel che accade e torneremo ad approfondire.


(1): Il PDF è il documento elaborato dal GLO, una volta che la famiglia presenta la documentazione di disabilità a scuola.

 

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