28/04/2021

FLASH - Roma, Liceo Nomentano. Assemblea sulla “carriera alias”. Associazioni genitoriali in rivolta

Un’assemblea di Istituto sulle tematiche gender-fluid, con particolare attenzione alla “carriera alias” e al significato di transizione di genere, il tutto con la sola presenza – senza contraddittorio – di alcuni esponenti del RomaPride. E’ quanto hanno chiesto e ottenuto i rappresentati degli studenti del Liceo Scientifico Nomentano di Roma, la cui dirigente scolastica ha quindi confermato l’ordine del giorno dell’assemblea prevista per il 29 aprile. Gli esperti chiamati a parlare, infatti, sono tutt’altro che super partes, ma anzi ideologicamente schierati solo ed esclusivamente vero le posizioni pro Lgbt e pro gender. Si tratta, infatti, secondo nostre fonti dirette con il Liceo, di Luce Nencini, facente parte dell’Associazione Beyond Differences Onlus, che affianca le persone transgender e le loro famiglie e del Centro Antiviolenza L.I.S.A., che da più di venti anni opera nel territorio del III Municipio e di Thomas Clist, già studente e in passato membro Esecutivo di Link Sapienza, con delega alle tematiche LGBTQIA+, e di Prisma, collettivo LGBTQIA+ Sapienza, nonché membro del coordinamento Roma Pride per l’organizzazione di eventi di sensibilizzazione sul tema. 

Non si è fatta attendere la risposta delle associazioni Articolo26 e Generazione Famiglia, quest’ultima – come sappiamo – braccio operativo proprio nel settore scuola di Pro Vita & Famiglia. Secondo le due associazioni, infatti, per i genitori «è gravissimo che si introducano nella scuola attraverso una assemblea aperta a tutte le classi temi controversi, sensibili e divisivi come la transizione di genere e la “carriera alias”, per di più trattati in maniera unidirezionale, da personale non specializzato e di connotazione ideologica e di attivismo politico».

Tematiche, infatti, che dovrebbero coinvolgere direttamente le famiglie «a cui spetta il prima educativo» e che non sono rispettosi di «tutte le possibili sensibilità e condizioni personali ed evolutive dei ragazzi». Inoltre, dettaglio ancor più grave, il fatto che «non sia stata accolta la proposta di alcuni consiglieri di integrare la presenza di tali ospiti con quelli di esperti di discipline psicopedagogiche, mediche e di educazione affettiva, proposta di assoluto buon senso che si sarebbe potuta condividere in brevissimo tempo tra tutte le componenti scolastiche rappresentate, data la estrema delicatezza dei temi proposti che sarebbero rivolti anche a minorenni».

Nella nota – a firma di Maria Rachele Ruiu per Generazione Famiglia e di  Chiara Iannarelli per Articolo26 Lazio – le associazioni chiedono che «sia fornita urgentemente opportuna e dettagliata informativa a tutti i genitori sugli argomenti che verranno affrontati durante l’assemblea, riferimenti scientifici e requisiti professionali di tutti gli esperti esterni» nonché la possibilità, per i genitori, «di esprimere formalmente il proprio consenso/dissenso». Infine, si chiede il rispetto del contraddittorio, dunque  «la presenza di esperti che portino un punto di vista differente per un confronto franco e costruttivo con gli attivisti del Roma Pride presenti e altre forme di testimonianza sulla transizione di genere oltre quella prevista, affinché sia offerta l’opportunità ai discenti di affinare  la capacità critica».

La risposta, seppur poco chiara e sufficiente, è arrivata da parte dei rappresentanti di Istituto. Nella nota, infatti, questi ultimi giudicano inopportuno «l’interessamento delle associazioni genitoriali», ma soprattutto credono che i soli ospiti per adesso invitati a partecipare – nonostante portino un solo punto di vista – siano «sufficienti a stimolare una discussione franca e costruttiva all’interno della componente studentesca»

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