01/11/2020 di Francesca Romana Poleggi

FIVET: i bambini artificiali e il rischio del cancro

Michael Cook, direttore di Bio Edge, cita i risultati di uno studio pubblicato questa settimana sulla rivista JAMA Network Open : i bambini concepiti in vitro hanno il doppio delle possibilità di contrarre il cancro, rispetto ai bambini concepiti naturalmente.
Il team di ricerca, diretto dalla dottoressa Barbara Luke , della Michigan State University, East Lansing, ha analizzato i dati dei nati in  Massachusetts, New York, Texas e North Carolina tra il 2004 e il 2016. Li hanno confrontati con i registri dei difetti alla nascita, i registri dei tumori e  con i risultati clinici della Society for Assisted Reproductive Technology. Hanno considerato solo i bambini concepiti con i gameti dei genitori, non congelati, per avvicinarsi il più possibile alle condizioni del concepimento naturale; hanno escluso i bambini nati prima delle 22 settimane di gravidanza o di peso inferiore a 300 grammi.
In totale, quindi, hanno preso in esame più di un milione di bambini concepiti naturalmente e circa 53.000 concepiti mediante fecondazione in vitro.
L'1,8% dei bambini concepiti naturalmente presenta malformazioni congenite, rispetto al 2,4% nel gruppo di bambini concepiti con FIVET,
Tutti i bambini con anomalie non cromosomiche hanno un rischio più elevato di cancro. Il rischio è moltiplicato per 2,07 per i bambini concepiti naturalmente e per 4,04 per i bambini IVF.
 
Le cliniche per la fertilità, che fanno milioni sulle speranze, le delusioni, le frustrazioni delle coppie che non riescono ad avere figli; che fanno milioni sulla pelle delle donne che devono rischiare la sindrome da iperstimolazione ovarica, che fanno un'ecatobme di embrioni, cioè di bambini piccolissimi, per dare un figlio in braccio ogni 10 volte che ci provano, avviseranno gli aspiranti genitori che il rischio di mettere al mondo bambini difettosi è molto maggiore con la fivet che naturalmente? Visto  il business miliardario delle fabbriche di bambini - che continua ad espandersi nonostante la crisi -  anche se siamo in tempi in cui si osanna il consenso informato, c'è poco da sperarlo. 
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