21/06/2023 di Luca Marcolivio

Ferrara: mozione contro l’utero in affitto respinta. L’incredulità della consigliera proponente

«Nella maternità surrogata la mercificazione del bambino e della donna è evidente. Non sembra una esagerazione accostare la maternità surrogata a vere e proprie nuove forme di schiavitù. I facoltosi committenti sono in una posizione di forza, tale da poter sovrastare la dignità della donna, le caratteristiche proprie della maternità, il legame oggettivo che si stabilisce fra la madre e il figlio, e le esigenze oggettive del figlio stesso, se questi elementi non risultano funzionali all’ottenimento del “desiderio” ad avere un figlio». Così si legge in una mozione presentata la scorsa settimana presso il Consiglio Comunale di Ferrara, in cui si impegnava il sindaco Alan Fabbri e la giunta «a sostenere e sollecitare, per tramite del Presidente della Camera dei deputati, la più celere calendarizzazione delle proposte di legge AC. 342/2022, AC. 887/2023 e AC. 1026/2023, affinché sia al più presto introdotto nella legge della Repubblica Italiana un esplicito divieto universale di accesso alla pratica della maternità surrogata anche in Paesi stranieri».

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Incredibilmente, pur essendo Ferrara un Comune a maggioranza di centrodestra, il testo è stato respinto. La delusione della consigliera proponente, Francesca Savini (capogruppo di Ferrara Nostra) è cocente e palpabile, come emerge anche dalle dichiarazioni da lei rilasciate a Pro Vita & Famiglia.

Francesca Savini, il centrodestra, a livello nazionale, è compattamente contrario all’utero in affitto: per quale motivo, secondo lei, al Comune di Ferrara, sono mancati i voti?

«Devo ammettere che non avevo motivo per nutrire grossi dubbi sull’appoggio e il favore delle forze di maggioranza nel nostro Consiglio Comunale, a Ferrara, dal momento che dal 2019, come centrodestra, governiamo il Comune. L’argomento proposto in mozione sembrava, a me e ai miei due colleghi di gruppo, avere una valenza prioritaria, considerando l’attualità del tema a livello nazionale, dopo il via libera dalla Commissione Giustizia di due settimane fa, per rendere la maternità surrogata reato universale. Il fatto di vedere un numero cospicuo di colleghi, rappresentanti locali dei partiti che sono attualmente al Governo nel nostro Paese, alzarsi e assentarsi dall’aula senza dichiarare nulla o astenersi al momento del voto senza motivare la scelta, facendo così bocciare la mozione, ci ha lasciati davvero perplessi. Soprattutto perché non vi è stata alcuna giustificazione. Alcuni giorni prima di presentare questa mozione ovviamente, come è normale che accada, avevo informato e tentato di coinvolgere tutta la maggioranza, in modo da raccogliere un ampio consenso su un tema così identitario, presentando un documento condiviso da tutti: anche in quella occasione, a parte un unico collega, dagli altri non è giunta una sola parola. Diciamo che, qualora vi fossero state contrarietà, sarebbe stato normale manifestarle in quel momento. Invece il silenzio, l’assenza e la ritirata hanno dominato ogni fase di questa spiacevole vicenda. Posso solo prenderne atto».

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Si è già confrontata con i suoi colleghi di maggioranza su quanto è avvenuto? Che riscontri ha avuto?

«Non ho più avuto alcun tipo di riscontro dai colleghi, ma devo anche dire che le occasioni di confronto di maggioranza, a parte qualche sporadica eccezione, non vi sono quasi mai state, quindi non mi aspettavo che ciò avvenisse questa volta».

Pensa di rilanciare la mozione o, in caso contrario, di proseguire la battaglia con altri mezzi?

«Non è intenzione del mio gruppo consiliare riproporre una mozione sullo stesso tema, in quanto credo che, con l’intervento di presentazione in Consiglio Comunale (che si può ascoltare sulla mia pagina Facebook) e il successivo dibattito, sia stata esposta con chiarezza la nostra indignazione e la nostra posizione di totale contrarietà rispetto alla aberrante pratica dell’utero in affitto. Analogamente, ciascun gruppo consiliare ha manifestato la propria posizione sul tema, attraverso il voto. Vero è che, insieme ai miei due colleghi di gruppo, rimango sempre pronta a cogliere ogni occasione per supportare, per quanto nelle mie possibilità, questa battaglia, convinta come sono della sua profonda giustizia. Desidero, infatti, che da più parti emerga e venga esaltato il valore morale che la ispira: è una questione di civiltà, di coscienza collettiva e sono assolutamente convinta che la stragrande maggioranza dei cittadini approvi iniziative, come questa, che siano tese a preservare la libertà degli individui, a tutelare la dignità personale di ciascuno e a promuovere il profondo rispetto per gli esseri umani e per i principi che ne regolano i rapporti».

 

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