14/07/2017

Fecondazione artificiale: il parere dell’AIGOC

Dopo le osservazioni del Comitato Verità e Vita, vediamo ora il commento dell’Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici alla relazione ministeriale sulla fecondazione artificiale.

Come un bollettino di guerra l’annuale relazione al Parlamento del Ministro della Salute sull’applicazione della legge 40/2004, resa pubblica il 5 luglio u.s. con una cinica freddezza offre all’attenzione delle persone più attente e sensibili la possibilità di prendere coscienza dei drammatici risultati delle tecniche di fecondazione extracorporea, che vengono tranquillamente praticate in Italia prevalentemente a spese dei contribuenti italiani essendo state inserite nei livelli essenziali di assistenza pur non essendo terapie della sterilità ed infertilità di coppia e pur non avendo un’efficacia tale da giustificare il loro diffuso impiego a spese dei contribuenti (solo il 15,92% delle coppie che si sottopongono a tali tecniche riesce ad avere uno o più figli in braccio dopo uno o più cicli praticati nello stesso anno).

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Il numero degli embrioni sacrificati per far nascere gli 11.029 bambini cresce sempre più spaventosamente: nel 2015 sono stati almeno 160.551 gli embrioni sacrificati. Tale cifra non rispecchia la realtà perché i dati offerti sulla fecondazioni eterologhe sono molto carenti e non permettono di risalire al numero totale effettivo di embrioni prodotti per cui è stato preso per buono il numero di 3.924 embrioni trasferiti in utero, che è molto basso rispetto ai 21.476 ovociti ed ai 1.161 embrioni importati dalla Danimarca, Grecia, Rep. Ceca, Spagna, Svizzera (la cifra più verosimile si aggira sui 168.200)!

C’è un altro dato allarmante: il Ministro della Salute si limita a giustificarlo come conseguenza dell’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 151/2009, che ha tolto il divieto della produzione al massimo di tre embrioni da trasferire simultaneamente in utero,  il Parlamento ed il Governo non si sono minimamente preoccupati di arginarlo con una legge od inserendo nelle nuove linee guida dei meccanismi di coscientizzazione e responsabilizzazione delle coppie richiedenti queste tecniche nei confronti di tutti gli embrioni prodotti, che essendo loro figli a tutti gli effetti come tali dovrebbero essere considerati e trattati e non lasciati sospesi a tempo indeterminato nell’azoto liquido come oggetti inutili. Nel 2015 sono stati crioconservati 34.490 embrioni, il 31% dei cosiddetti embrioni prodotti e trasferibili con punte del 55,8% nel Lazio, del 49% nella P.A. di Bolzano e del 41,2% in Umbria (tab. 3.4.26 pag. 118), mentre ne sono stati scongelati solo 20.444!

Aumenta l’età delle donne che si sottopongono a queste tecniche (il 33,7% ha un’età superiore ai 40 anni) e con essa la percentuale degli esiti negativi della gravidanza (tab. 3.4.44).

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Diminuisce la percentuale delle coppie con figlio in braccio (15,92% cumulativa).

Ci sorprende e ci lascia perplessi la grande generosità delle “donatrici” straniere, che hanno “offerto” la stragrande maggioranza degli ovociti utilizzati nel 2015 per le fecondazioni eterologhe, richiedendo la ovodonazione una stimolazione ovarica per far maturare più ovociti (in media 6,9) ed un prelievo degli stessi.

Ufficio Stampa A.I.G.O.C.


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