13/12/2015

Famiglia e società: un successo, con ProVita, a Rovereto

Erano presenti oltre 250 persone all’Urban Center di Rovereto per la conferenza “Famiglia, fondamento della società“, promossa nell’ambito del Family Tour 2015 da ProVita in collaborazione con il Coordinamento Famiglie Trentine, l’Associazione Culturale La Torre, il MEVDALIA – Diritti per Natura e l’Associazione Libertà&Persona.

La serata è stata aperta dall’intervento di  Toni Brandi, presidente di ProVita, che ha esordito citando Simone de Beauvoir e Judith Butler, due alfiere dell’ideologia gender, secondo le quali “Donne non si nasce, ma si diventa”, il tutto indipendentemente dal sesso biologico di appartenenza. E questo con una fluidità che ondeggia a seconda del desiderio del momento e senza alcuna stabilità nel tempo.

La verità è che – ha proseguito Brandi – alla base dell’operato delle lobby LGBT, alle industrie della contraccezione e agli intenti di chi sostiene la pratica dell’utero in affitto ci sono fondamentalmente questioni economiche. Infatti, tutte queste pratiche non fanno che portare la società sempre più vicina al baratro, svilendo nel contempo le donne – svendute, rese oggetto, considerate solo per il loro corpo – e gli uomini e dando vita a generazioni che non sapranno chi sono i loro padri e le loro madri.

“La rivoluzione gender è la più grande rivoluzione antropologica che la storia abbia mai conosciuto”, ha quindi concluso lapidario Brandi.

A seguire ha preso la parola il medico e scrittore Paolo Gulisano, autore del recente “Il destino di Frankenstein – Tra mito letterario e utopie scientifiche”. Gulisano ha proposto un interessante approfondimento sulla pretesa (antica ma sempre nuova) dell’uomo di sostituirsi a Dio, creando e distruggendo la vita a proprio piacimento. Legato a questo aspetto, il medico ha sottolineato come la parola “mostro” derivi dal latino “moneo”, che significa “ammonire”. Il mostro ha la funzione di ammonire gli uomini, di portarli a riflettere, soprattutto sull’ideologia gender, che altro non è che un laboratorio sociale tramite il quale si vorrebbe ‘creare’ un uomo nuovo.

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Il tavolo degli oratori (da sinistra): Gulisano, Brandi, Bitonci, Kaswalder

E’ stato quindi il turno del Sindaco di Padova Massimo Bitonci, che è stato più volte interrotto dagli scroscianti applausi del pubblico. Nel corso del suo intervento il primo cittadino veneto ha affermato che il tema della famiglia e della lotta contro il gender non sono prerogative della destra, ma che questi sono valori che vanno difesi a prescindere dello schieramento politico di appartenenza, in quanto costituiscono le radici della nostra società. “È necessario – ha quindi sottolineato – prestare molta attenzione soprattutto al tema del gender, data la maniera subdola con cui tende a diffondersi nella nostra società”.

Chiarito questo aspetto fondamentale, e troppo spesso equivocato, Bitonci ha ribadito con fermezza, come già in passato, che la famiglia è solo ed esclusivamente quella fondata sull’unione tra un uomo e una donna, con dei figli naturali o adottati e che tutti i bambini hanno il diritto ad avere un papà e una mamma che svolgano dei ruoli ben precisi. In tale ottica sono solo i genitori ad avere il diritto e il dovere di educare i propri figli, i cittadini del domani.

Parlo da genitore, prima ancora che da Sindaco”, ha chiosato Bitonci, che ha invitato tutti i presenti a sostenere le tradizioni su cui si basa la nostra società e a non avere remore nel ribadire concetti assolutamente banali (come, per esempio, dire che la famiglia è una sola), anche se questo corrisponde a finire sotto il fuoco incrociato di nemici e (presunti) amici.

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Da ultimo, ma non certo per importanza, ha preso la parola il Consigliere trentino Walter Kaswalder, il quale ha ribadito l’importanza della famiglia – vero e unico centro della società, sulla quale occorre puntare, sostenendola in tutti i modi – e l’importanza di rimanere saldi nei valori cristiani che caratterizzano da sempre le terre trentine. Valori che il PATT dovrebbe sostenere, almeno secondo il suo Statuto, e che sono gli unici su cui ha senso fondare l’educazione delle giovani generazioni.

Kaswalder ha inoltre attaccato fortemente la legge contro l’omofobia in discussione in Consiglio Provinciale a Trento, e soprattutto l’articolo 5 che interessa l’educazione alla sessualità e all’affettività, che mira a sessualizzare i bambini e che toglie alla famiglia la prerogativa in questi ambiti.

La serata ha visto un pubblico numeroso e attento, che ha dimostrato sensibilità, interesse e preoccupazione per i temi che sono stati trattati con competenza dai diversi relatori.

Ricordiamo però che il male non trionferà”, ha concluso l’affollata serata, con decisione, Toni Brandi.

Redazione

Rassegna stampa:

 Gloria Tv (VIDEO) 15 dicembre 2015

L’Adigetto 14 dicembre 2015

Trentino Corriere delle Alpi 14 dicembre 2015 – Web

Trentino Corriere delle Alpi

La Voce del Trentino 13 dicembre 2015

L’Adige 12 dicembre 2015

Trentino Corriere delle Alpi 10 dicembre 2015 – Web

Trentino Corriere delle Alpi 10 dicembre 2015

La Voce del Trentino 9 dicembre 2015

La Voce del Trentino 27 novembre 2015

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