24/01/2016

Famiglia e dintorni: ristoranti “No Kids” e alberghi “Pro Family”

Si parla tanto di famiglia e di bambini, in questi ultimi tempi. Il Family Day è sulla bocca di tutti e in tanti s’interrogano sulla possibilità di introdurre anche in Italia il matrimonio gay e la stepchild adoption, ossia in pratica la possibilità di adottare da parte di coppie same sex.

Ma negli ultimi giorni ha fatto molto discutere anche la decisione di un ristoratore romano – il “Comandante”, come si è firmato – che ha affisso all’esterno del suo ristorante “La fraschetta del pesce” un cartello che recitava testualmente: “A causa di episodi spiacevoli dovuti alla mancanza di educazione, in questo locale NON E’ GRADITA [il maiuscolo è originale, ndrla presenza di bambini minori di cinque anni, nonché l’ingresso di passeggini e seggioloni per motivi di spazio“.

Il cartello del “Comandante”, padre e nonno, ha subito avuto una diffusione virale e, a una richiesta di spiegazioni, il proprietario ha risposto al Corriere della Sera che il problema non è tanto dei bambini, quanto dei genitori che non li sanno gestire e dei passeggini che occupano troppo spazio: “Non ce l’ho con i bambini, guai a chi li tocca. Ce l’ho con i genitori che non sanno educare i propri figli. Io quando andavo da bambino al ristorante con mio papà, lui mi diceva ‘Stai buono, se ti muovi ti spacco le gambe’. Oggi invece i bambini fanno un casino. E poi per i passeggini non ho proprio spazio. È proprio una questione materiale, questi passeggini sembrano tutti Suv, occupano un sacco di posti“.

Insomma, il “Comandante” ha avuto il coraggio di fare outing, mentre tanti suoi colleghi sopportano in silenzio e lasciano ai clienti ogni libertà. In ogni caso, puntualizza il proprietario a Vanity Fair: “Io ce l’ho da due anni questo cartello, e fino a questo momento nessuno aveva avuto da ridire. Forse potrebbe essere per via di una cliente dello scorso fine settimana: aveva bambini e non l’ho lasciata entrare, se l’è presa. Probabile sia stata lei ad avvisare la stampa. In ogni caso sia chiaro che non è opera mia: non l’ho fatto sapere io perché non ho bisogno di pubblicità, di far conoscere a tutti il mio ristorante. I clienti per fortuna non mi mancano. Anzi, dopo aver messo il cartello sono raddoppiati“.

famiglia_fecondazione-artificiale_legge-40_Associazione-ScienzaVita_ApnInsomma, pare che vietare l’ingresso ai bambini sia una formula al giorno d’oggi vincente e, soprattutto, in continua espansione. Scrive Sara Fricocelli su La Repubblica: “Piangono, corrono avanti e indietro, giocano, sono rumorosi. Per carità. Meglio tener lontani i bambini da pizzerie, negozi, aerei, e godersi il tempo libero in santa pace. La ‘no kids zone’ è ormai una tendenza sempre più diffusa a livello globale, nata negli Usa sull’onda del libro della due volte mamma Corinne Maier, Mamma pentita, No Kid. Quaranta ragioni per non avere figli, ed arrivata in Europa grazie alla furba intuizione di alcuni imprenditori pionieri, che tra i criteri di selezione della clientela di ristoranti e hotel qualche anno fa hanno cominciato a inserire un bel ‘Vietato l’ingresso ai bambini’“. Una ‘moda’ che si starebbe espandendo anche in Europa e in Paesi notoriamente ‘children friendly’: Germania, Austria, Svezia, Spagna... sono moltissime le strutture alberghiere e di ristorazione vietate agli under 12, o 14, o anche under 18. “Inutile dire – sottolinea ancora Fricocelli – che quasi tutte queste strutture viaggiano all’insegna del tutto esaurito. Ai luoghi fisici fanno da corollario quelli virtuali, e non mancano le pagine su Facebook dedicate all’argomento (una per tutte: ‘Fuori i bambini maleducati dai locali pubblici’) e i forum e i siti rigorosamente ‘childfree’, o nati per discutere di quanto sia bello vivere senza pargoli”.

Per capire la (profumata di vecchio) aria che tira non serve effettivamente un genio: è sufficiente camminare per strada per vedere che a vincere la partita sui bambini sono i cani (in Italia ci sono 60 milioni di animali domestici, dei quali più della metà sono cani) e – è triste dirlo – i preservativi: camminare sul marciapiede è infatti troppo spesso diventato uno slalom tra i ricordini lasciati da padroni maleducati e da focosi amanti (sempre che si prenda per valido l’assunto del “Si fa sesso per amore”, cui personalmente credo poco). Insomma, pare quasi che gli unici a volere figli oramai siano le persone con tendenze omosessuali...

Di contro, dal 2005 Ralph Riffeser ha deciso di trasformare il suo “Il Cavallino Bianco” di Ortisei, in Val Gardena, in un hotel aperto solo a famiglie con bambini.

La famiglia è il nucleo fondamentale della società. I bambini sono il nostro futuro. Tutto il resto è istinto e desiderio, alla ricerca spasmodica di una felicità ridotta al minimo.

Gli eventi come quelli degli ultimi giorni dimostrano ancora più chiaramente quanto sia importante essere presenti, il 30 gennaio, al Family Day di Roma.

Teresa Moro

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