22/12/2021

Ecco come Facebook non tutela a sufficienza i minori

Un ex dipendente di Facebook ha detto alle autorità statunitensi che gli sforzi dell'azienda per rimuovere il materiale pedopornografico dalla piattaforma sono "inadeguati".
 
Le accuse sono contenute in documenti visionati da BBC News e presentati alla US Securities and Exchange Commission (SEC) nell'ottobre scorso.
L'anonimo informatore afferma che i moderatori "non sono sufficientemente formati e sono mal preparati". Facebook ha dichiarato in una nota: "Non tolleriamo questo aberrante abuso di bambini e utilizziamo tecnologie sofisticate per combatterlo. "Abbiamo finanziato e aiutato a costruire gli strumenti utilizzati dall'industria per indagare su questo terribile crimine, salvare i bambini e portare giustizia alle vittime".
 
Ha aggiunto di aver condiviso le sue tecnologie anti-abuso con altre società. Il testimone anonimo insiste che Facebook non stanzia un budget sufficiente per fronteggiare il problema. Facebook afferma di utilizzare la tecnologia nota come PhotoDNA e VideoDNA, che esegue automaticamente la scansione di immagini di abusi sui minori: a ogni immagine recuperata dalle forze dell'ordine in tutto il mondo e riferita all'American National Center for Missing and Exploited Children, viene assegnato un codice identificativo univoco.
 
L'informatore insiste che sono necessari ulteriori investimenti, ma i  manager rispondono che non c'è un sufficiente ritorno da investimenti di quel tipo. 
I gruppi, molti dei quali sono accessibili solo ai membri, sono usati dai pedofili  che usano parole in codice per descrivere il tipo di bambino, il tipo di attività sessuale che viene mostrata ai partecipanti che utilizzano il servizio criptato Messenger o Whatsapp per condividere questi codici, che cambiano regolarmente.
Dal canto suo  Facebook ha affermato di aver  25,7 milioni di contenuti per lo sfruttamento sessuale dei minori nel secondo trimestre del 2021.
 
L'ex dipendente ha concluso dicendo che a meno che non ci sia una minaccia credibile di un'azione legale. Facebook non cambierà". Secondo i dati rilasciati a febbraio dall National Center for Missing and Exploited Children's (NCMEC) CyberTipline, la stragrande maggioranza delle segnalazioni di sfruttamento minorile online è collegata a Facebook: oltre 20,3 milioni di segnalazioni. In confronto, Google ha registrato 546.704 casi, Twitter  65.062, Snapchat 144.095 e TikTok 22.692.
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