25/08/2015

Eutanasia: in Trentino una mostra sull’eugenetica nazista

L’eutanasia e la mentalità eutanasica che l’accompagna sta avendo sempre più campo libero anche in Italia, seppur in maniera ancora piuttosto subdola.

L’Occidente appare pervaso da una deriva eugenetica che promuove e diffonde sempre più una sorta di “cultura della dolce morte”.

Abbiamo scritto tante volte come in Olanda, ad esempio, si può tranquillamente e legalmente uccidere un bimbo di età inferiore ai 12 anni. Esempio lampante del fatto che, una volta eliminati i “paletti”, la caduta diviene inarrestabile sotto i colpi delle domande:

“e perché non estenderla anche a...?”

“perché il diritto è solo per alcuni? Il diritto va esteso a tutti...”

“perché alcuni si ed altri no? Che male c’è?”

Fortunatamente ci viene in soccorso una mostra inaugurata nei giorni scorsi a Moena, in Trentino, e promossa dalla locale ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale).

L’esposizione riporta la nostra memoria indietro nel tempo, a neanche un secolo di distanza.

Un tempo appena concluso: il XX secolo europeo. Un tempo in cui per una decina d’anni l’ideologia nazista ha dominato il cuore dell’Europa. Un tempo in cui i gerarchi nazisti riuscivano a propagandare l’eugenetica come la “pillola che avrebbe curato tutti i mali” arrivando a selezionare la razza ariana perfetta.

Nel nazionalsocialismo tutto ruotava intorno all’ideologia della razza superiore e tutto era indirizzato a questo fine: dal famoso Progetto Lebensborn, che mirava a selezionare eugeneticamente i futuri bimbi, fino al programma di eliminazione dei più deboli attuato con il progetto Aktion T4.

Oggi però le idee non sono cambiate. La forma certo è mutata, ma la sostanza resta la stessa. L’aggravante dei nostri tempi è che l’hitlerismo viene mascherato di democrazia, libertà e amore. Anche nel nostro Occidente, infatti, si grida alla soppressione delle cosiddette “vite indegne di essere vissute”. Ma lo si fa in nome del progresso civile e scientifico.

Accade così che quelle vite umane sottoposte agli screening prenatali e trovate malate o difettose, vengano soppresse prima ancora della nascita, evitando così di dover dare ulteriori spiegazioni. Bludental

L’eutanasia è una conseguenza logica di questa mentalità. Non deve stupire quindi che nei Paesi cosiddetti civilizzati vi sia un vero e proprio “turismo della dolce morte”.

Ben vengano allora mostre come quella di Moena, perché ci aiutano a riflettere su un aspetto del nazismo che spesso viene sottaciuto o  che comunque non viene attualizzato.

A distanza di settanta anni, ci ritroviamo infatti nuovamente a combattere la deriva eugenetica abbracciata da quegli Stati che, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, processarono e condannarono alla pena capitale gli aguzzini che avevano assecondato il Male, con l’accusa di aver commesso immani crimini contro l’umanità.

Proprio quegli Stati vincitori della guerra stanno oggi dibattendo sul tema dell’eutanasia. Quegli stessi Stati che urlarono al mondo il loro secco: “MAI PIÙ”.

Non per tutti la storia è magistra vitae...

Newlife

Fonte: La Voce Del Trentino

 

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