26/10/2015

Eugenetica – Via libera agli affari (lucrosi) della “23 and Me”

L’eugenetica, in questi giorni, ha segnato un altro passo avanti.

Ne avevamo parlato qui ed eravamo lieti della decisione della FDA. Invece adesso, sempre da  BioEdge,  apprendiamo che la società “23 and Me” ha avuto il permesso della FDA (una sorta di Ministero della salute americano) di fornire i suoi servizi sul mercato, entro certi limiti.

La società “23 and Me” per 199 dollari e un campione di saliva offre la mappatura cromosomica dei clienti e individua la predisposizione genetica degli stessi a certe malattie, quindi le probabilità che essi trasmettano le stesse ai loro discendenti.

Se il servizio di eugenetica è offerto alle persone già nate.

La 23andMe, attraverso lo studio del corredo cromosomico, mette ciascuno in grado di conoscere le sue origini, le sue parentele, le sue predisposizioni alle malattie, la sua speranza di vita. E’ grazie a un servizio del genere che la bella Angelina Jolie ha deciso di farsi asportare il seno: era geneticamente predisposta al cancro.

Come abbiamo scritto a suo tempo, questo lavoro era stato ampiamente criticato. Per esempio la dottoressa Cecile Janssens, della Emory University, sosteneva che il test genetico sulle malattie comuni è assolutamente inaffidabile; il dottor Nathaniel Comfort della John Hopkins University aveva definito il lavoro della 23andMe al servizio del profitto e non della scienza.

Certamente, l’attività in esame era particolarmente apprezzata da coloro che vogliono inculcare nella mentalità comune l’idea materialista che siamo macchine programmate in tutto e per tutto dai geni e che quindi, in ultima analisi siamo solo un corpo materiale fatto di pezzi che possono smontarsi e rimontarsi, costruirsi e modificarsi come quelli di un robot: i grandi luminari della genetica, invece, a cominciare da Jerome Lejeune, hanno sempre sostenuto che oltre alle infinite informazioni contenute nel DNA, l’essere umano è ben altro. Anche da un punto di vista tecnico – scientifico, le probabilità di ammalarsi secondo quanto scritto nei geni dipendono anche da migliaia di altri fattori (sociali, psicologici, emozionali), per cui è estremamente pericoloso scommettere sul proprio futuro in base ai risultati dei test sul DNA.

Se il servizio di eugenetica è offerto alle coppie che vogliono procreare.

Ora che il servizio della “23 and Me” è cosentito relativamente a 36 possibili questioni ereditarie, la selezione eugenetica dei bambini imperfetti sarà sempre più praticata.

Se i genitori fanno il test quando già hanno concepito un figlio, non solo i portatori acclarati di imperfezioni acclarate (come la trisomia 21 o il piede torto) saranno abortiti, ma anche quei bambini che forse in futuro potrebbero avere qualcosa (se lo dice il test sulla saliva dei genitori).

Qualora, invece, i futuri genitori facessero il test prima di concepire, se dovesse risultare possibile un figlio imperfetto, allora saranno spinti a ricorrere alla fecondazione artificiale (col giro di soldi che c’è dietro), all’acquisto di gameti, ecc.

E il giorno in cui ci accorgeremo che il figlio perfetto non esiste, così come non esiste l’essere umano perfetto, forse sarà troppo tardi: saremo già prigionieri di un incubo, quello del “Brave New World”...

Francesca Romana Poleggi

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