14/10/2021 di Luca Marcolivio

Elezioni Roma. Politi (Lega): «Al Ballottaggio votiamo in nome della libertà educativa»

Maurizio Politi è un nome noto già da tempo al mondo prolife. Sottoscrittore del manifesto valoriale promosso da Pro Vita & Famiglia e dall’Associazione Family Day, il capogruppo uscente della Lega in Campidoglio si è ricandidato come consigliere comunale in tandem con Flavia Cerquoni. Lo scorso 3-4 ottobre, al primo turno, Politi e Cerquoni hanno ottenuto rispettivamente 3.035 e 2.742 voti. Un buon risultato ma per accedere all’assemblea capitolina sarà necessaria la vittoria del candidato sindaco Enrico Michetti, in virtù della quale il centrodestra conquisterebbe anche la maggioranza assoluta dei seggi in consiglio comunale.

A colloquio con Pro Vita & Famiglia, Politi ha sottolineato le differenze tra Michetti e l’altro candidato sindaco giunto a ballottaggio, Roberto Gualtieri, lanciando anche un appello agli elettori di centrodestra, affinché non disertino le urne il prossimo 17-18 ottobre.

 

Politi, ritiene che, qualunque sarà l’esito del ballottaggio a Roma, i risultati ottenuti da lei e da Flavia siano il segno di un certo interesse dell’elettorato verso i temi della vita e della famiglia?

«Il risultato raggiunto da me e dalla collega Flavia Cerquoni rappresenta sicuramente un attestato di stima da parte di migliaia di persone, di cui tantissime legate alla famiglia, alla vita e alla libertà educativa. In questi ultimi cinque anni in Campidoglio, io come capogruppo della Lega e Flavia Cerquoni come dirigente di partito, ci siamo spesi tantissimo su questi temi, portando a casa anche qualche piccola vittoria (purtroppo, sempre troppo poco, perché di fronte avevamo una maggioranza con ben altri interessi)».

Cos’è che differenzia di più, a suo avviso, i programmi di Enrico Michetti e Roberto Gualtieri?

«Possiamo tranquillamente vincere la città, la vera sfida sarà quella di riportare alle urne i nostri elettori. Sulla famiglia, sulla vita e sulla libertà educativa, Gualtieri è agli antipodi rispetto a noi. Lo ha già dimostrato come Ministro dell’Economia, così come la sua maggioranza e i suoi sostenitori hanno sempre osteggiato questi temi. Riportare la gente a votare è la sfida più grande. Non possiamo lasciare la città a coloro, che alla prova dei fatti, sono i fautori del nichilismo, per il semplice non volerci alzare domenica prossima per andare ai seggi. Enrico Michetti, al contrario, è perfettamente in linea con il nostro orientamento culturale. Con lui in Campidoglio, i temi citati pocanzi avrebbero sicuramente grande possibilità di trovare azioni effettive di sostegno. È chiaro che avere persone come me, Flavia Cerquoni e molti altri colleghi all’interno del Campidoglio, che su queste stesse tematiche hanno fondato la loro azione politica, porterà sicuramente giovamento alla maggioranza ma soprattutto alla città e al bene comune».

Quale è il primo provvedimento che farebbe votare all’assemblea capitolina, nel caso in cui venisse eletto?

«Vorrei ripristinare la libertà educativa a Roma, che questa maggioranza pentastellata ha realmente compresso e mettere subito in campo delle misure a sostegno della famiglia. Ad esempio, bisognerebbe provare immediatamente a ripristinare il “quoziente capitolino” – un unicum anche nell’ambito del panorama italiano – che andrebbe ad agevolare realmente chi ha figli e si trova in condizioni di disagio, senza dover necessariamente attendere i metodi di calcolo dell’ISEE nazionale, che molto spesso va a detrimento delle famiglie in difficoltà».

Vuole lanciare un ultimo appello agli elettori?

«Andate a votare! Al ballottaggio, vince chi vota. L’astensionismo è sempre molto alto ma ora abbiamo davvero un’occasione storica. Non è pensabile lasciare nuovamente la guida del Campidoglio alla sinistra che ha distrutto questa città».

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