19/09/2021

Elezioni 2021. Il Documento politico di Pro Vita & Famiglia e dell'Associazione Family Day

Di seguito il documento politico che Pro Vita & Famiglia e l'Associazione Family Day hanno redatto e sottoposto a molti candidati alle elezioni amministrative 2021




Le Associazioni Family Day - Difendiamo i Nostri Figli APS e Pro Vita & Famiglia Onlus, protagonisti degli ultimi Family Day di Piazza San Giovanni (20 giugno 2015) e del Circo Massimo (30 gennaio 2016), del XIII World Congress of Families (Verona, 29-31 marzo 2019) nonché di centinaia di convegni su tutto il territorio nazionale, sono, fin dalla loro costituzione, impegnate a sostenere e promuovere i diritti della famiglia di cui agli artt. 29 e ss. della Costituzione; tale corpo intermedio di diritto naturale che precede lo Stato, costituisce tutt’oggi una risorsa assai preziosa sia per la persona che per la società. Ciò tanto più dinnanzi all’attacco frontale cui essa è sottoposta, non solo sul versante culturale ma pure su quello politico.

Le Ns. Associazioni esplicano altresì la loro azione nell’impegno per la tutela e promozione della vita umana dal concepimento alla morte naturale e per la garanzia del fondamentale diritto alla libertà di educazione, primariamente spettante ai genitori nei confronti dei propri figli.

La questione è anche politica, in modo centrale, ed interessa quindi sia il versante legislativo che quello amministrativo. Legislativo, in quanto uno Stato laico, di diritto, autenticamente democratico, è tenuto a riconoscere i “diritti inviolabili dell’uomo” (art. 2 della Costituzione), primo fra tutti il diritto alla vita, conferendo in tal modo concretezza al principio di eguaglianza tra tutti gli esseri umani (art. 3 della Cost.); amministrativo, poiché analogamente, spetta ai Comuni di fare altrettanto, entro le proprie competenze.

Parimenti va salvaguardata in capo alla famiglia la fondamentale libertà di educazione, tutelata non soltanto a livello costituzionale (artt. 29 e segg. della Cost.), ma anche a livello internazionale (art. 16, comma 3, della citata Dichiarazione Universale e art. 2 del Protocollo Addizionale 1 della Convenzione Europea dei Diritti Umani).

Le Ns. Associazioni, affinché i valori sopra espressi possano innervare con maggior vigore il tessuto sociale, hanno predisposto anche in sinergia con altri gruppi della galassia pro-life e pro- family, alcuni strumenti normativi (allegati al presente documento) che mirano a concretizzare - sia sul versante culturale che su quello del welfare - l’impegno per i valori sopra espressi, mediante l’azione amministrativa propria degli Enti Locali; segnatamente:

  1. Appello dei sindaci ai parlamentari per l’istituzione della Giornata per la Vita Nascente;
  2. Mozione a sostegno della istituzione della Giornata per la Vita Nascente;
  3. Mozione comunale a sostegno della vita nascente;
  4. Mozione contro ogni discriminazione per consiglio comunale;

I doc. n. 1 (rivolto ai sindaci) e n. 2 (da discutersi in seno alle assemblee Comunali o Municipali/Circoscrizionali) mirano a diffondere una cultura dell’accoglienza della vita nascente mediante l’istituzione a livello legislativo di una giornata nazionale appositamente dedicata. Attualmente giacciono in Parlamento sei Progetti di legge finalizzati all’istituzione, in data 25 marzo, della Giornata Nazionale della Vita Nascente, che ha come obiettivo di fare emergere tutta la positività dell’esperienza genitoriale, già a partire dal concepimento. Ciò riveste una valenza particolare nel presente momento storico, caratterizzato da un’impressionante e sembrerebbe ineluttabile denatalità.

Il doc. 3 è volto ad impegnare l’Ente Locale all’istituzione di un fondo di aiuto alle madri in gravidanza  difficile, o in alternativa ad elargire un finanziamento adeguato nei confronti di associazioni operanti sul territorio che abbiano istituito progetti di aiuto alla Vita nascente, come per esempio il “Progetto Gemma” dei Centri di Aiuto alla Vita (c.d. CAV).

Il doc. 4 impegna infine l’Ente Locale a manifestare presso il Parlamento della Repubblica Italiana - ed in particolare presso il Senato della Repubblica e la sua Presidente - il proprio dissenso all’approvazione della c.d. proposta di legge Zan, in quanto suscettibile di violare la libertà di pensiero, la libertà di parola, la libertà di opinione, la libertà di associazione, la libertà di stampa, la libertà di educazione, la libertà di insegnamento e la libertà religiosa.

Mediante la sottoscrizione del presente documento Le chiediamo pertanto anzitutto di impegnarsi fattivamente presso l’Ente Locale che sarà chiamato a servire, presentando o favorendo la presentazione delle bozze di mozioni sopra descritte (o sottoscrivendo in quanto eletto alla carica di sindaco o presidente di municipio l’appello di cui al doc. 1).

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Le Associazioni Family Day - Difendiamo i Nostri Figli APS e Pro Vita & Famiglia Onlus Le chiedono inoltre di impegnarsi a servire la carica alla quale verrà eletto/a o nominato/a (sindaco, presidente di municipio/circoscrizione, consigliere comunale, assessore, consigliere/membro della giunta circoscrizionale/municipale), portando avanti, nella realizzazione del programma politico, la linea valoriale e programmatica sintetizzata nei seguenti punti, anche mediante un proficuo impegno all’interno del Suo partito/movimento politico/lista civica, laddove si tratti di azioni che esulano dalle competenze e attribuzioni dell’Ente Locale.

  1. Inserimento nello Statuto dell’Ente del riconoscimento del diritto alla vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale;
  2. Riconoscimento del nascituro quale componente del nucleo familiare agli effetti di tutti gli interventi messi in atto dal Comune e attribuiti in base a graduatorie che tengano conto del numero dei figli;
  3. Sostegno alle misure aventi l'obiettivo di rimuovere le cause (specialmente di natura economica) che inducono la donna a decidere di abortire, anche promuovendo la collaborazione con i Centri di Aiuto alla Vita e con i Consultori familiari, come peraltro previsto persino dagli artt. n. 1, 2, 3 e n. 5, commi 1 e 2 della legge n. 194/1978.
  4. Promozione di convenzioni tra Comune e Centro di Aiuto alla Vita per il sostegno alle gravidanze difficili e la messa a disposizione di spazi a tale scopo; diffusione di materiale informativo sull’attività dei Centri di Aiuto alla Vita nei Consultori e nelle strutture socio - sanitarie cui le donne usualmente si rivolgono per l’interruzione volontaria della gravidanza, nonché promozione dell’attività culturale degli stessi Centri negli ambiti della scuola, dei servizi sociali, della sanità; detto materiale dovrà far conoscere anche la possibilità, prevista dalla legge, di partorire in anonimato, l’esistenza di “culle per la vita”, i diritti spettanti alla gestante, a partire dal settore lavorativo.
  5. Predisposizione di politiche di sostegno e tutela per la famiglia naturale sia dal punto di vista valoriale/antropologico/culturale che dal punto di vista amministrativo e fiscale (famiglia come soggetto fiscalmente riconosciuto, quoziente familiare), con particolare attenzione alle famiglie numerose e al sostegno alla natalità;
  6. Sostegno alle reti associative (come SOS disabili) impegnate nella promozione e attuazione dei diritti delle persone con disabilità e a progetti di integrazione degli alunni disabili nel contesto scolastico e sociosanitario, con stanziamento di risorse adeguate.
  7. Riduzione delle discriminazioni esistenti tra i bambini dello stesso Comune che frequentano un servizio statale (gratuito, come le materne), un servizio comunale (invece parametrato al reddito), una scuola paritaria (retta unica per abbienti e meno abbienti);
  8. Impegno per il raggiungimento di una vera libertà educativa in capo alla famiglia anche valorizzando lo strumento previsto anche dal Ministero dell’Istruzione (cfr. nota MIUR n.19534 del 20 Novembre 2018) del “consenso informato e preventivo” e iniziative di contrasto all’ideologia di genere, alla diffusione della pornografia e dell’uso di sostanze;
  9. Valorizzazione della fase finale / debole della vita umana, anche mediante interventi concreti per assicurare cure adeguate sul territorio comunale ai malati gravi, cronici o terminali, nell’ottica di quanto previsto dalla legge 38/2010 (cure palliative)
  10. Impegno affinché l’ente comunale esca dalla rete RE.A.DY. (se ne fa parte).

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A seguito della sottoscrizione del presente documento La invitiamo a rimanere in contatto con le nostre Associazioni che saranno liete di fornirLe tutto il supporto necessario.

 

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