29/09/2021 di Manuela Antonacci

Elezioni Napoli, Mercogliano (PdF) «Combattere l’ideologia gender ad ogni livello»

Ormai ci siamo, il 3 e 4 ottobre, giorni in cui si terranno le elezioni amministrative in diverse città italiane, sono vicinissimi. Questa nuova tornata elettorale, oltre ad alcune importanti città del nord come Bologna e Milano, e oltre alla Capitale, vedrà come protagonista anche Napoli. Tra i candidati napoletani convintamente pro life e pro family e che hanno firmato il Manifesto valoriale di Pro Vita & Famiglia e dell'Associazione Family Day c’è anche Luigi Mercogliano, in corsa con il PdF che ci spiega, di seguito, le ragioni della sua candidatura.

 

Perché ha deciso di mettersi in gioco, per queste elezioni?

«Dopo aver partecipato ai due Family Day, nel 2015 e nel 2016, fui candidato come sindaco di Napoli per il Popolo della Famiglia e, da sconosciuto, con un partito piccolo che riuscì a prendere una percentuale molto molto risicata, io riuscii a prendere 1500 voti, in una città come Napoli e questo non è affatto semplice. Già nel 2016 mettevo in evidenza e continuo a farlo in questa campagna elettorale, che Napoli viene fuori da un trentennio marcatamente di sinistra che non ha perorato affatto i valori cristiani e la tutela della vita e della famiglia, così come la intendiamo noi. I rappresentanti del mondo cristiano mancano dal consiglio comunale di Napoli da trent’anni, i sindaci che si sono susseguiti nella carica, sono tutti espressione della sinistra radicale, quindi nessun tipo di politica pro life e pro family è stata fatta in questi trent’anni. Il motivo della mia candidatura è quello di riportare i valori cristiani all’interno del consiglio comunale di Napoli».

Quale punto sente più suo, del nostro manifesto? E come intende attuarlo in modo concreto?

«Sulla libertà educativa mi soffermerei più che sugli altri punti: partendo dalla questione del ddl Zan, che vuole imporre una cultura differente. All’interno di un’amministrazione comunale, questo problema interessa maggiormente gli assessorati alla pubblica istruzione che governano e dettano un po’ la linea di quelli che sono i corsi extracurricolari e che l’amministrazione deve in qualche modo seguire. Ora c’è un grosso pericolo che è dato dal fatto che in queste grosse coalizioni e anche in quella di centro-destra, ci sono differenti sensibilità. È chiaro che nella coalizione di centro-sinistra il collante è quello di chi vuole portare il gender nelle scuole, nella coalizione di centro-destra non dovrebbe essere così, per questo avere una presenza molto chiara e netta di pro life e pro family all’interno del consiglio comunale, sia in maggioranza che in opposizione, significa impedire o quantomeno provare a contrastare in tutti i modi questa deriva. Dunque tra tutti i punti del manifesto, quello su cui mi sento più motivato, anche perché io sono papà di due bambini, è quello della libertà educativa che deve mantenersi in capo alle famiglie. Le famiglie devono essere messe nelle condizioni di poter scegliere e la scuola non dev’essere un territorio minato dall’ indottrinamento gender perché, essendo una scuola pubblica, deve mantenersi laica rispetto a queste spinte che tirano da una parte e dall’altra».

Cosa ne pensa dell’attuale amministrazione De Magistris?

«Per me l’operato di questa amministrazione vale zero. Perché De Magistris è stato eletto nel 2011 ed è stato capace di trasformare la città in un posto in cui non esistono servizi ai disabili, non esistono servizi alle famiglie, non esiste assistenza agli anziani, questa è una città ostile a queste tre categorie sociali: bambini, disabili e anziani, è stato il sindaco della propaganda all’ennesima potenza, è stato capace di trasformare la sua amministrazione in un set cinematografico itinerante, addirittura ha annunciato provvedimenti ridicoli e irrealizzabili, come la moneta unica napoletana che annunciava di essere pronta a coniare in grandi quantità, invece, poi si è scoperto essere solo un annuncio propagandistico ed è stato capace di unire una decina di barche degli amici della sinistra radical chic napoletana, per dimostrare al mondo che voleva andare a salvare i migranti, ma si è risolto in una passeggiata davanti a Mergellina e Posillipo e ne hanno approfittato per scattare qualche foto da mandare ai giornali e così è finita. Alla fine, questa amministrazione ha solo distrutto il tessuto connettivo di questa città, non ha realizzato nulla di quello che ha promesso, a partire dalla raccolta differenziata. Un’amministrazione che ha dato solo soldi ai centri sociali e all’amministrazione LGBT».

 

 

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