27/09/2021

Elezioni Milano. Mardegan (FdI): «Diritto alla vita al primo posto. Ecco perché riguarda tutti noi»

Sono imminenti le elezioni amministrative del prossimo 3 e 4 ottobre. Tra le città più importanti c’è sicuramente Milano. I temi pro life e pro family sono centrali soprattutto in una metropoli del genere e tra i candidati attenti a queste politiche c’è Michele Mardegan, in corsa tra le fila di Fratelli d’Italia e che ha sottoscritto il Manifesto valoriale che Pro Vita & Famiglia ha redatto insieme all’Associazione Family Day e che ha sottoposto a molti candidati in tutta Italia.

 

Michele Mardeganquali sono i punti a difesa della vita e della famiglia che l’hanno più colpita del Manifesto di Pro Vita & Famiglia?

«Tutti gli argomenti a difesa della vita e della famiglia sono oggettivamente di primaria importanza, dall’introduzione del diritto alla vita nello statuto dell’ente locale, al riconoscimento della personalità giuridica al nascituro, alle politiche di sostegno al reddito, alle convenzioni con i CAV per l’effettiva promozione delle loro attività, al riconoscimento della famiglia come soggetto di propri diritti anche fiscali, al sostegno - in un’ottica di sussidiarietà - dell’associazionismo familiare, alla lotta alle discriminazioni educative e, infine, alla cura amorevole dei malati cronici e terminali. Fra questi punti se proprio devo sceglierne uno prediligerei il primo, ossia quello che prevede l’introduzione nello statuto dell’ente locale del diritto alla vita, perché mi sembra che di fatto li ricomprenda e li riassuma un po’ tutti. Il diritto alla vita infatti riguarda i nascituri, ma anche i ragazzi e il loro diritto ad avere una famiglia, ad avere dei luoghi sani in cui divertirsi e socializzare, ad avere il diritto di poter scegliere come a da chi essere educati; così come ricomprende i giovani che hanno diritto a sposarsi e quindi ad avere una casa in cui andare a vivere; certamente riguarda i disabili che devono essere messi in condizione di poter godere pienamente della loro vita; ed infine il diritto alla vita ha come titolari gli anziani, i malati cronici ed i malati terminali, tutti soggetti che spesso sono vittime della cultura dello scarto e vengono abbandonati».

Dal punto di vista del rilancio demografico, in una città come Milano cosa si può fare in questo ambito?

«Credo che Milano debba creare le condizioni perché le giovani famiglie tornino a sceglierla come la propria città. E’ quindi indispensabile che la prossima amministrazione cittadina pensi ad un piano casa per le giovani coppie, che consenta realmente a tutti di poter vivere a Milano, attraverso politiche di sostegno all’affitto o all’acquisto della prima casa».

Di cosa, invece hanno più bisogno le famiglie milanesi e quali politiche metterà in campo se eletto?

«Le famiglie milanesi hanno bisogno in primo luogo di essere considerate come tali, ossia delle famiglie. Culturalmente Milano è ancora molto arretrata anche rispetto alle altre grandi capitali europee e non riesce a capire che le famiglie esistono e sono titolari di autonomi diritti. Il quoziente familiare applicato a tutte le tariffe e alle imposizioni fiscali deve diventare la norma e non un’eccezione faticosamente e saltuariamente concessa. Farò di tutto perché questa, che è una battaglia di civiltà, diventi anche l’obiettivo delle politiche della prossima amministrazione cittadina. Bisogna riconoscere che se dovesse vincere la coalizione a cui appartengo ciò sarebbe estremamente più agevole tenuto conto che lo ha espressamente previsto nel proprio programma elettorale».

 

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