24/01/2023 di Luca Marcolivio

Elezioni Lombardia. Mazzali (FdI): «Contrastare ideologia gender per opporsi alla standardizzazione»

Molte misure concrete a favore di disabili e famiglie numerose. È quanto auspica Barbara Mazzali (Fratelli d’Italia), consigliere uscente alla Regione Lombardia, che alle elezioni del prossimo 12-13 febbraio, corre per un secondo mandato. La Lombardia è da tempo all’avanguardia in fatto di welfare familiare, tuttavia, come spiega Mazzali a Pro Vita & Famiglia, si può fare ancora di più e ancora di meglio. 

Barbara Mazzali, nel suo programma per le elezioni regionali in Lombardia, quali sono le misure a sostegno della maternità e del diritto alla vita sin dal concepimento?

«Mi adopererò per potenziare la misura dei voucher a sostegno della maternità consapevole, in particolare per le giovani madri delle fasce sociali meno abbienti. Proporrò la medesima misura di sostegno per il pagamento delle rette del nido e per la promozione di percorsi di assistenza medica e psicologica durante e dopo la gravidanza.

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Come aiuterete le famiglie, in particolare quelle numerose?

«Regione Lombardia dispone già di numerose misure a favore delle famiglie numerose: tutto questo andrà consolidato e potenziato. Partendo dai sostegni economici per sgravi sulle rette e compartecipazioni per nidi, asili, centri per disabili, servizi extrascolastici e del tempo libero per minori, sostegno per l’acquisto dei testi scolastici, con particolare attenzione per le fasce deboli alle quali dobbiamo garantire pari opportunità».

Cosa può fare l’amministrazione regionale per evitare la diffusione dell’ideologia gender a scuola e difendere la libertà educativa dei genitori?

«Personalmente mi sono attivata più volte in Regione Lombardia con mozioni ed interrogazioni rivolte sia ai nostri organi regionali che di governo per mettere in guardia e contrastare l’ideologia gender come pericolosa non solo per le famiglie ma per il complessivo sviluppo culturale e sociale del paese. Non si tratta di retorica o di essere conservatori ma di opporci all’imposizione di un mondo standardizzato, composto di individui manipolabili, obbedienti alle mode e asserviti alla cultura consumistica, fautore di un attacco alle tradizioni familiari e sociali dei propri ambiti territoriali e umani. La gravità che proviene da questa pseudocultura buonista e tollerante è quindi ben superiore a quello che possiamo immaginare. La scuola non può essere usata per veicolare metodi di standardizzazione dell’individuo e di manipolazione delle famiglie. In Regione Lombardia mi sono opposta al ddl Zan con una mozione specifica, ho sempre sostenuto la necessità che la scuola e gli ambiti sociali debbano sostenere la famiglia tradizionale e soprattutto non debbano invadere la sfera personale degli individui».

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Qual è il vostro programma per la disabilità?

«Se eletta intendo proseguire e contribuire a potenziare i molti interventi sulla disabilità che Regione Lombardia già persegue con impegni economici sostenuti: 1) Potenziamento dei finanziamenti al Servizio formazione all’autonomia, ai centri diurni per disabili e ai centri socioeducativi al fine di ridurre al minimo la compartecipazione delle famiglie ai costi dei servizi. 2) Potenziamento dei fondi per il “dopo di noi”, sia alle famiglie che agli enti che si fanno carico dei servizi. 3) Potenziamento dei fondi per i caregiver, la preziosa figura di assistente familiare che sostiene i disabili in famiglia. Su questi due ultimi provvedimenti, del resto, mi sono impegnata nella precedente legislatura perché i relativi provvedimenti contenessero misure di aiuto ancora più incisive per i disabili, per le loro famiglie e per gli enti del terzo settore».

Per concludere, cosa dovrà fare la nuova amministrazione regionale per le categorie più deboli, ovvero anziani e malati, specie nel fine vita?

«Sul fine vita mi impegnerò perché Regione Lombardia dia sostegno a favore dei caregiver familiari e più in generale con misure di sostegno per disporre dei servizi sociali educativi e sociosanitari fondamentali per le famiglie; sostegni economici per chi ha perso il lavoro o ha un carico familiare pesante e sociale; misure attive per attivare nuovi posti di lavori stabiliti; misure di sostegno ed appoggio alle piccole realtà produttive, artigiane e commerciali dei territori perché garantiscano posto di lavoro».

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