30/12/2018

È in arrivo il rosario arcobaleno che finanzia le organizzazioni abortiste

Il “rosario arcobaleno” è l’ultima trovata del gruppo “cattolico” Contemplative Ribellion: un “gruppo di giustizia sociale cattolica”, così come si autodefinisce. Sul loro sito, su cui sono pubblicizzati e venduti molti manufatti, si legge che si tratta di un  “rosario dei moderni dolori” «per invitare alla meditazione guidata sul dolore e la sofferenza dei nostri fratelli e sorelle negli Stati Uniti e in tutto il mondo», rosario che il gesuita James Martin, si è affrettato a definire “un’opera d’arte”, con preghiere per la “piena accettazione” delle coppie omosessuali, prodotto, si legge ancora sul loro sito, «da Aline, Nziza, Jordan e Christine, rifugiati provenienti dal Congo che vivono a Charlotte, NC.» 

L’intenzione “arcobaleno” è affidata all’ultima decina di questo singolare “rosario”, infatti l’orazione proposta afferma: «Preghiamo per l’accoglienza delle persone Lgbtq di tutte le chiese, i templi, le moschee e le sinagoghe, preghiamo per le coppie Lgbtq, i loro figli e le famiglie allargate, per essere sostenuti e amati, con piena accettazione come persone create veramente a immagine di Dio, una creazione che Dio ha visto come “buona” e che merita di vivere ogni aspetto della vita al meglio». Eppure l’iniziativa non ha lasciato certo indifferenti: Michael Hichborn, infatti, fondatore e presidente dell’Istituto Lepanto, ha dichiarato a LifeSiteNews che p. Martin sta sponsorizzando un vero “sacrilegio”: «Ciò che Padre Martin sta promuovendo sui social media è a dir poco sacrilego: questo uso improprio del Santo Rosario non solo riduce i suoi sublimi misteri a una serie di punti politici a basso costo, ma è progettato specificamente per pregare per l’accettazione di uno dei quattro peccati che gridano al Cielo per vendetta».

È singolare notare che tra i “dolori” contemplati ci sia la sofferenza della “Madre Terra”, “degli oceani”, “degli animali”, evidentemente, non sono contemplati o considerati altri tipi di “sofferenza” come quella dei bambini abortiti o delle loro madri ingannate dato che il ricavato proveniente dalla vendita del rosario arcobaleno (56 dollari a manufatto) promosso da padre Martin, andrà a rimpinguare le casse di varie organizzazioni abortiste. Per la precisione, Lifesitenews,  che riporta ampiamente la notizia, sottolinea che verranno arricchite le tasche di Simone Campbell, una sorta di suora-avvocato che opera nell’ufficio legale della LcwrLeadership Conference of Women Religious, che ha dato vita a Network, organizzazione che lotta per la diffusione del “diritto” all’aborto e che la Congregazione per la dottrina della fede, sei anni fa, ha ufficialmente disconosciuto.

Ma non è finita qui perché i proventi del manufatto arcobaleno saranno indirizzati anche all’organizzazione Women for Women International, che non solo promuove la contraccezione ma ha anche collaborato niente poco di meno che con Planned Parenthood, il gigante abortista per eccellenza, negli Stati Uniti e probabilmente nel mondo.

Di fronte a tutto questo verrebbe da farsi una serie di domande, la prima e la più spontanea: quale sia il singolare concetto di “giustizia sociale cattolica” che alberga nella mente di Contemplative Ribellion e di chi ne promuove le attività, perché, considerato lo stato attuale dei fatti, nell’iniziativa è davvero arduo intravedere un che di cattolico e tantomeno di equo e giusto.

Manuela Antonacci

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