08/11/2019

#CulturaIdentità di novembre. Difendere l’ambiente senza dimenticarsi della Vita

#Culturaidentità. Un nome che è più di un hashtag. Come abbiamo già raccontato in passato, il titolo della realtà editoriale pubblicata mensilmente in allegato con Il Giornale già suggerisce i valori fondanti di questa realtà giornalistica, fondata da Edoardo Sylos Labini e diretta da Alessandro Sansoni. E proprio il direttore Sansoni ha parlato del nuovo numero, già in edicola da inizio mese, con Pro Vita & Famiglia, raccontando il tema in evidenza, ovvero l’ambientalismo, ma anche e soprattutto le preoccupazioni per un’ecologia che sembra guarda sempre meno alla dimensione umana delle singole persone.

Direttore Sansoni, il numero di questo mese è appunto incentrato sull’ambiente.

«Esattamente, la difesa dell’ambiente è una questione troppo seria per lasciarla nelle mani di Greta e del circo mediatico orchestratole intorno. Potremmo dire che quello dell’ecologia è il tema con il quale dovrà dimostrare di essere capace di misurarsi nel XXI secolo il mondo occidentale e non solo. Il tema portante su cui ci siamo concentrati è inoltre quello del

surriscaldamento climatico, che sta tanto a cuore al movimento Friday for Future, dal quale noi però prendiamo le distanze. Il pensiero comunque sul tema parte dall’assunto che esso sarebbe causato dall’essere umano e dalle sue attività industriali e produttive. Noi però non siamo pienamente d’accordo, anche perché una parte consistente e autorevole del mondo scientifico afferma che la Terra, già nei secoli e nei millenni scorsi, è stata già interessata da profondi sconvolgimenti climatici e questo a prescindere dall’azione dell’uomo. In realtà, l’universo, la natura, l’ambiente esistono indipendentemente da noi. E infatti il clima è cambiato, cambia e cambierà ancora, con il suo carico di tragedie cui l’essere umano e gli esseri viventi dovranno sottostare. Inoltre, noi prendiamo le distanze dal movimento ecologista che va di moda adesso perché ci sembra una strumentalizzazione economica volta a far nascere una nuova bolla finanziaria sui temi della green economy e delle industrie eco-friendly».

Si propone però una lettura diversa delle tematiche ambientali?

«Abbiamo provato a definire un modello ecologico differente, innanzitutto pensando che la questione ecologica è prima di tutto una questione antropologica e quindi il rapporto tra natura e uomo. Si parla quindi delle responsabilità che l’uomo deve avere nei confronti della natura ma senza dimenticare che gli esseri umani sono parte integrante dell’ambiente e quindi non si può pensare di salvare solo uno dei due facendo morire l’altro. Allo stesso tempo l’uomo stesso non può pensare di farsi simile a Dio e quindi manipolare il Pianeta e il clima a proprio piacimento. Quello che proponiamo è quindi una riscoperta del corretto rapporto simbiotico tra Uomo e Natura. Ritrovare quindi un senso del limite è necessario, essere coscienti che siamo soggetti alle leggi di natura è altrettanto auspicabile».

Questo numero tocca anche temi pro life?

«Beh, parlando di ambiente e di natura è chiaro che poi tutto a cascata si va a riversare sulle persone, sulle loro vite. Quindi sì, possiamo dire che c’è un chiaro legame tra difesa dell’ambiente e difesa della vita. Pensiamo non solo ai danni provocati dal clima che ricadono sulle persone, ma anche a tutta quella serie di manipolazioni genetiche degli alimenti che ci ricordano i pericoli della manipolazione di quello che abbiamo di più prezioso, ovvero appunto la vita umana. Qui quindi possiamo ricollegarci al ruolo della tecnica e della tecnologia che spesso viene deviato, con la clonazione, la fecondazione assistita e così via che alterano il corso naturale delle cose. Insomma, si tratta di un numero molto ricco, con vari approfondimenti, molte firme autorevoli e anche uno sguardo ai territori, alle realtà locali, per i quali anche abbiamo declinato il tema ambientale e di difesa del territorio stesso, vedi per esempio i casi Terra dei Fuochi e Ilva».

 

 

di Salvatore Tropea

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