26/12/2023

Crimini d'odio contro prolife e cristianofobia in aumento: l'Europa li ignora

Gli attacchi di odio e di violenza - come quelli contro ProVita & Famiglia - contro i Cristiani sono in continuo aumento nei sedicenti Paesi "democratici" europei  e i due enti sovranazionali preposti a garantire la suddetta democrazia (l'Unione Europea e il Consiglio d'Europa con la sua CEDU) fanno del tutto per ignorarli sistematicamente. 
Il resoconto sulla "Cristianofobia", pubblicato dall'ECLJ, che qui offriamo ai nostri Lettori, è un motivo in più per continuare a testa alta nella nostra missione di promuovere i principi non negoziabili e  difendere i valori universali (e quindi cattolici) che sono l'unico vero baluardo al nichilismo distruttivo della "cultura della morte".
 
 
In Europa il numero dei crimini d’odio contro i cristiani aumenta anno dopo anno, così come le discriminazioni legali legate alla loro libertà di espressione e di coscienza.
 
Nonostante ciò, da un lato l’Unione Europea tace sull’odio anticristiano, dall'altro,  la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) incoraggia la blasfemia anticristiana sotto la maschera della libertà di espressione.
 
Il 6 dicembre 2023, la Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno pubblicato “Non c’è posto per l’odio: un’Europa unita contro l’odio”, un «appello all’azione rivolto a tutti gli europei affinché si oppongano all’odio e si schierino a favore della tolleranza e del rispetto». «L’Europa sta vivendo un aumento allarmante dei discorsi di odio e dei crimini generati dall’odio e le prove dimostrano che le comunità ebraiche e musulmane sono particolarmente colpite».
 
E che dire dei cristiani? 
 
Secondo l’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa (OIDAC Europe), che li segnala  all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), ci sono stati 748 crimini d'odio contro i Cristiani nel 2022, rispetto ai 519 del 2021, con un incremento del 44%. L'OSCE ne ha censiti 792 in 34 paesi europei nel 2022, “rendendo i cristiani il gruppo religioso più preso di mira dopo gli Ebrei”.
 
L’OIDAC ha preso in considerazione incendi dolosi, imbrattamenti, profanazioni di luoghi sacri, furti, aggressioni fisiche, insulti e  minacce, e osserva che “l’aumento dei casi di vandalismo spesso porta a un aumento dei casi di aggressioni fisiche”. La ONG rileva un aumento degli attacchi in prossimità delle festività cristiane come Pasqua e Natale.
 
Secondo l'Osservatorio, la maggioranza dei crimini anticristiani commessi nel 2022 sono stati atti di vandalismo compiuti da autori non identificati (70%). Tuttavia, quelli commessi da gruppi organizzati stanno diventando sempre più visibili, in particolare i crimini commessi da gruppi politici di estrema sinistra, come l'Antifa, le femministe radicali o i gruppi LGBT. Ma non mancano violenze commesse da gruppi di estrema destra, satanisti e islamici.
La Germania registra il maggior numero di crimini anticristiani (231), seguita da Italia (146) e Francia (106) . Da notare che in Francia gli atti contro i Cristiani costituiscono  il 60% degli atti antireligiosi, ma le autorità sminuiscono la questione.
 
E ci sono ottimi motivi, secondo l'ODIAC, di ritenere che gli atti anti-cristiani  siano fortemente sottostimati. 
 
Inoltre, l’OIDAC evidenzia il violento rifiuto dei valori cristiani, in particolare «delle opinioni che dissentono dalle opinioni libertarie - progressiste su questioni morali legate alla protezione della vita, sulla morale sessuale, sul matrimonio o sulla famiglia.
 
Quindi molti Cristiani hanno dovuto sostenere accuse e persino procedimenti penali per aver espresso opinioni in linea con gli insegnamenti morali cui aderiscono.
 
Ad esempio, in Galles, a un insegnante è stato chiesto di condividere le sue convinzioni durante una discussione  parte della formazione obbligatoria sulla diversità e sull’uguaglianza di genere. L'insegnante ha affermato di ritenere che il matrimonio dovrebbe essere tra un uomo e una donna, che la vita inizia con il concepimento e che era contrario ad alcuni aspetti della legge della Sharia, come la lapidazione a morte degli omosessuali. È stato licenziato il giorno successivo per "incitamento all'odio".
 
Allo stesso modo, città come Manchester hanno creato zone cuscinetto attorno alle cliniche abortive per impedire alle donne di essere avvicinate da attivisti pro-vita. Ciò ha portato ad arresti assurdi, come quello di Isabel Vaughan-Spruce, per aver pregato in silenzio all’interno di una zona cuscinetto a Birmingham senza parlare con nessuno né portare alcun cartello.
 
Minacce incombono anche sul rispetto del diritto all'obiezione di coscienza del personale medico cristiano. La Germania, per esempio, intende rendere l'aborto obbligatorio negli studi medici.
 
Nella risoluzione 2036 (2015), "Lottare contro l'intolleranza e la discriminazione in Europa con particolare attenzione ai cristiani", l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa invita esplicitamente gli Stati membri a "sostenere la libertà di coscienza sul posto di lavoro" e " il diritto fondamentale alla libertà di espressione garantendo che la legislazione nazionale non limiti indebitamente i discorsi di matrice religiosa”.
 
Invece ai Cristiani viene chiesto di non solo di non esprimere, ma  nemmeno di pensare il proprio credo religioso.
 
La libertà di espressione appartiene solo ad altri, come la Femen Éloise Bouton, che ha simulato, in topless, l'aborto di Cristo da parte della Vergine Maria sull'altare della chiesa della Madeleine a Parigi nel 2013. La Francia l'aveva condannata a un mese di prigione con sospensione della pena e a una pena 2.000 di multa.
Tuttavia, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), nella sentenza del 13 ottobre 2022, si è schierata dalla parte delle Femen, la cui "performance" mirava solo a "trasmettere un messaggio relativo a un dibattito pubblico e sociale in un luogo di culto simbolico" .
 
Nel marzo 2022 la Commissione europea ha rifiutato esplicitamente di nominare un coordinatore responsabile della lotta contro agli atti anticristiani, sostenendo che “la Commissione è impegnata a proteggere i cristiani e i membri di altri gruppi religiosi dalle persecuzioni all’interno dell’UE  senza  alcuna distinzione tra gruppi religiosi". 
 
Che dire allora della nomina, nel 2015, da parte della stessa Commissione, di un “Coordinatore per la lotta all’antisemitismo e la promozione della vita ebraica” e di un “Coordinatore per la lotta all’odio anti-musulmano”?
 
È ovvio che, se l’Unione Europea e il Consiglio d’Europa non  riconoscono la realtà della "cristianofobia" e l’aumento tangibile degli atti anticristiani in Europa, mai agirà per affrontarli.
 
Thibault van den Bossche
 
Fonte: Eclj.org
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