07/10/2020 di Manuela Antonacci

Cremona, la mostra Affiche e le inquietanti immagini di un’infanzia horror

E’ stata inaugurata, pochi giorni fa, la nuova edizione di ‘Affiche’, una mostra controversa di illustrazioni in formato gigante, riportate in 43 spazi di pubblica affissione, nella città di Cremona.

Il soggetto di tali immagini create da Nicoletta Ceccoli, illustratrice di libri per bambini, è il mondo dell’infanzia, raffigurato in maniera a dir poco inquietante: in una gigantografia si vede una specie di Alice nel Paese delle meraviglie, in versione horror, sgozzare un coniglio, ma questo è niente in confronto alle altre illustrazioni che strizzano l’occhio alla pedo-pornografia. In una, infatti, c’è un pinocchio dominato alla maniera “sado-maso “da una ragazzina che brandisce un frustino, per non parlare di altre due immagini in cui, prima un trenino, poi un coniglietto entrano nei genitali di due bambine.

 L’aggravante è che appunto, si tratta di pubbliche affissioni e la mostra, organizzata dall’associazione culturale “Tapirulant”, si estende per 20 km nello spazio cittadino ed è stata inaugurata con un giro in biciletta perché tra gli sponsor c’è anche Bicincittà

Si parla di “stile onirico” a proposito delle immagini, ma non ci pare affatto uno stile né un messaggio che si possa definire semplicemente immaginifico e indefinito. Il messaggio ci pare, al contrario, purtroppo, abbastanza chiaro, al punto da aver suscitato l’indignazione e le proteste di diversi esponenti del centro-destra. Infatti il gruppo consigliare Lega per Salvini Premier ha annunciato che verrà presentata un’interrogazione in merito.

Non le ha mandate a dire neanche il senatore della Lega Simone Pillon il quale ha denunciato questa iniziativa che ha definito “criptopedofila” e ha fatto notare, dal suo profilo Facebook che le "opere" sono affisse anche davanti alle scuole e pare che siano stati organizzati percorsi didattici con i bambini delle scuole della città, accompagnati a visitare la mostra.

E rivolgendosi ai rappresentanti istituzionali pone una semplice ma significativa domanda al sindaco e agli organizzatori: “perché tanto accanimento sull'innocenza dei bambini? Che problemi avete?” Ci chiediamo, infatti, anche noi, quanto possa essere destabilizzante per i bambini che hanno appena superato la prova non facile dell’isolamento forzato dovuto alla pandemia, approcciarsi con una visione così cupa dell’infanzia che smette di essere il luogo della leggerezza e il regno di un immaginario fantastico, per tingersi dei colori foschi della violenza e della perversione.

Davvero è necessario alzare un grido di allarme di fronte a quelle che non esitiamo a definire le prime avvisaglie di una corsa verso un baratro morale di cui fatichiamo a vedere persino il fondo. Stiamo assistendo, infatti, ormai da tempo, a tentativi reiterati di sdoganamento e assuefazione ad una concezione della sessualità che non prevede inibizioni né limiti di sorta, pronta, piuttosto, a calpestare anche le vittime più innocenti e a ridurle a meri strumenti di piacere, in nome di una dittatura dei diritti che si sta imponendo grazie alla finestra di Overton che denunciamo da tempo.

Perché un abominio simile, come quello del sesso coi minori, non è un concetto che si può imporre da un momento all’altro ma deve seguire delle tappe graduali e ben precise per diventare ben accetto. E qual è il primo passo? Come ha spesso sottolineato don Fortunato Di Noto, il giochetto consiste nel creare bambini “consenzienti”, perché se, almeno in teoria, non viene riscontrata alcuna violenza psicologica, né fisica, è facile dimostrare che il reato di pedofilia non sussista. E come si creano bambini consenzienti? Facile, lo vediamo già: attraverso la loro ipersessualizzazione precoce, abituandoli ad esempio a contemplare immagini (come in questo caso) che li vede impegnati in atti che di innocente e rassicurante non hanno proprio nulla. Dunque si corra ai ripari, ora, finché ancora, si può.

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