30/03/2020

«Coronavirus: minaccia alla vita?». Toni Brandi intervistato su AntiVirus

Negli ultimi giorni, Toni Brandi, presidente della nostra associazione, Pro Vita e Famiglia Onlus, ha voluto rivolgere a tutti noi un messaggio di speranza in questo tempo particolarmente travagliato, per via dell’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di Coronavirus.

«Dobbiamo, però, vivere questo momento difficile come un'opportunità per riscoprire le nostre relazioni umane e il ruolo essenziale della famiglia. È in tali situazioni di crisi che si riscoprono valori come la carità, la solidarietà e la vicinanza verso gli anziani, i malati, i diversamente abili e i poveri», aveva affermato.

ANTI VIRUS, la «WEB-Tv contro l’epidemia di disinformazione», ha voluto, dunque, intervistare il nostro presidente per fare il punto su come questa situazione assolutamente straordinaria sta cambiando la nostra società.

Per Brandi, è giunta “l’ora della Famiglia”. Proprio lei e i suoi valori, che sembravano ormai passati fuori moda, tornano alla ribalta ora che è necessario stare a casa. «Un rapporto che ho appena letto, della Harvard University, un rapporto di 80 anni, mostra che per essere felici nella vita non conta il successo, non contano i soldi, ma contano proprio i rapporti umani, gli amori stabili. È questo che rende le persone felici e questa epidemia forse ci aiuterà a riconfermare i risultati di questo studio».

Ma v’è anche dell’assurdo in questo contesto, come il fatto che «una recente circolare del Ministero della Sanità che ritardava delle operazioni necessarie, chemioterapia et cetera, però confermava che l’aborto è assolutamente un diritto che deve avere luogo». Come se l’aborto, che elimina un bambino e nuoce alla salute femminile, fosse l’unica “urgenza” che merita d’essere presa in considerazione, a parte il coronavirus.

L’attenzione di Brandi si sposta, poi, sui pericoli della promozione dell’ideologia gender in televisione durante la fascia protetta, proprio ora che i bambini sono tutti a casa. «Perché non intervistano tutti  quei transessuali che sono ritornati al sesso biologico perché hanno sofferto? Perché questa promozione del transessualismo soprattutto durante questa crisi?». Rispetto per tutti, ma ai bambini non dev’essere mai instillato il dubbio - fonte di grandi sofferenze psicologiche  - d’essere “nati nel corpo sbagliato”.

In conclusione, il presidente ha ricordato come in questa situazione preoccupante, la nostra associazione si stia concentrando «su una forte campagna di solidarietà, […] dando aiuti economici agli ospedali, a persone in difficoltà […] e cercheremo di fare sempre di più perché credo che mai come in questo momento si abbia bisogno di amore, di carità e di vicinanza».

Vogliamo “trasformare la cultura della Vita e della Famiglia in azione”, come recita il nostro motto, convinti delle parole del presidente Brandi, che, nel citato messaggio, affermava: «Dopo questa epidemia nascerà un’umanità più forte, dove la famiglia sarà rafforzata, si faranno più figli, ci si renderà conto che le persone contano più della finanza».

di Luca Scalise

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