29/10/2016

Contro la violenza sulle donne, liberiamoci dalla pornografia

Per combattere la violenza contro le donne, nella città di Toowoomba, in Australia, amministratori e cittadini stanno lavorando insieme per creare una città “libera dal porno”.

Lo sforzo è guidato dall’organizzazione cristiana Women of Toowoomba e dal sindaco Paul Antonio.

E’ un obiettivo molto ambizioso,  difficile, ma  è realizzabile.

La campagna anti-fumo, in passato, è riuscita a provocare una forte riduzione del numero di fumatori. Non ad azzerarli del tutto,  ma la gente ha capito bene gli effetti negativi che esso ha nella vita.

L’ottantotto per cento della  pornografia  mostra violenza contro le donne. I partner porno – dipendenti sono i maggiori autori di crimini violenti contro le donne.

In una pubblica riunione in un parco della città , diversi oratori hanno condiviso le loro storie su come le loro vite sono state rovinate dalla pornografia. E’ stato distribuito materiale informativo (nella foto) intitolato “Una città libera dal porno” in cui si legge: “Riconosco che la pornografia promuove lo sfruttamento delle donne e la violenza contro le donne, e che danneggia le famiglie. Mi impegno a non vedere roba  porno, voglio contribuire a creare una città libera dal porno.”

John Minz, presidente di Toowoomba Together, un’organizzazione locale che aumenta la consapevolezza sui problemi di violenza domestica, ha detto che  la pornografia porta alla violenza domestica come un “cancro sociale”.

Si combattono le droghe e l’abuso di alcol: allo stesso modo si combatta la pornografia”, ha aggiunto Minz.

Negli Stati Uniti, alla luce delle numerose prove relative al disastro sanitario derivante dalla dipendenza dalla pornografia e dalle patologie sociali che la accompagnano, anche i laici liberali cominciano a schierarsi  contro il porno.

Dalle risonanze magnetiche, il cervello dei fruitori  di pornografia compulsivi si presenta proprio come il cervello degli alcolisti e dei tossicodipendenti, mostrando gli stessi segni di lesioni.

Ma se per prevenire la violenza bisogna combattere la pornografia, per combattere la pornografia bisogna stare molto attenti alla “educazione sessuale” che si fa a scuola.

Alcuni accademici dell’Università di Nottingham, guidati dal professor Kevin Browne, psicologi forensi e della famiglia, hanno presentato al Parlamento inglese i risultati delle loro ricerche  in tal senso.

Essi raccomandano di  rivedere l’educazione sessuale che si fa nelle scuole ai ragazzini più piccoli. Infatti risulta che essa spinga i bambini alla curiosità verso la pornografia, che su internet è sempre troppo facilmente accessibile. Anche il professor Browne spiega che la pornografia porta a comportamenti sessuali dannosi e a compiere reati a sfondo sessuale.
I ricercatori inglesi hanno reclutato più di 2.500 persone tramite un sondaggio on-line : circa il 70% adulti di età compresa tra i 18 e i 25 anni , il 56% di sesso femminile, il 44% di sesso maschile, i tre quarti si sono dichiarati eterosessuali.
I risultati: solo il 2% non aveva mai fruito della pornografia, il 42 % l’aveva fatto in età inferiore ai 13 anni. Quattro su cinque praticavano il sexting (la condivisione ‘selfie’ osceni è ormai percepita tra i minorenni inglesi  come una cosa normale, come flirtare).

Coloro fruivano di pornografia prima dei 13 erano quelli più propensi a fruirne attualmente su base giornaliera, e a cominciare l’attività sessuale precocemente.

Per le donne, l’uso precoce della pornografia è stata associata con una storia di disgregazione del nucleo familiare e una preferenza per partner dello stesso sesso.

Il 7% delle ragazze hanno subito qualche forma di abuso sessuale da parte dei coetanei.

L’educazione sessuale non dovrebbe indurre  – come la pornografia – al sesso occasionale,  senza sentimenti, non dovrebbe incoraggiare lo stalking sessuale...

L’educazione sessuale, per essere vera educazione, deve essere al massimo personalizzata, cucita su misura all’età, alla maturità, adattata alla singola persona, soprattutto quando si tratta di soggetti giovani. L’ambiente migliore è sempre la famiglia, nonostante il margine d’errori sia comunque possibile anche in famiglia.

Una sana educazione sessuale previene dalla fruizione della pornografia e quindi previene la violenza, soprattutto sulle donne.

Certamente, per alcuni  è facile ignorare questi dati della realtà, perché – ricordiamo – l’industria del porno fa girare miliardi di dollari in tutto il mondo.

Redazione

Fonte:  CP World,


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