02/09/2021 di Manuela Antonacci

Come è andato il primo giorno di scuola e Green Pass? Il caos più totale

Una ripresa caotica, quella che ha riguardato ieri molte scuole italiane, tra le quali soprattutto quelle di Roma e Torino, in particolare per l’entrata in vigore dell’obbligo del green pass per tutti gli operatori scolastici.

A Roma ogni circoscrizione, infatti, ha ricevuto soltanto quattro cellulari dal Dipartimento Servizi educativi e scolastici e da quello alla Trasformazione digitale, per la verifica del Green pass del personale scolastico.

«La sindaca Raggi, in campagna elettorale, si dimentica della sicurezza nelle sue scuole - accusa Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio - a meno di 20 ore dall’apertura non ci hanno consegnato quei pochi dispositivi promessi, non hanno previsto chi debba controllare la certificazione e neppure ci hanno detto cosa fare con gli Oepa (gli operatori educativi per l’autonomia e la comunicazione che facilitano l’integrazione scolastica, ndr) che assistono i disabili».

Le fa da eco Giovanni Figà Talamanca, assessore alla Scuola del municipio I, il quale ha denunciato come la stessa apertura della scuola, oggi, fosse a rischio, per l’impossibilità di verificare il possesso del green pass, da parte di tutto il personale scolastico.

Ma le contraddizioni non finiscono qui, perché è accaduto anche che, per l’ambiguità del provvedimento entrato in vigore oggi e che, peraltro, rischia di trasformare i presidi in sceriffi, attribuendo loro un ruolo veramente ingrato, due professori di Torino, senza green pass, siano rimasti fuori da scuola per aver presentato un certificato scritto da un medico che non è stato ritenuto valido. Uno dei due docenti ha denunciato il preside per abuso d'ufficio, dichiarando di non essersi potuto vaccinare, non per una propria scelta personale ma per patologie pregresse.

Dunque, mancano tante indicazioni su cosa e come fare e che causano problemi di applicazione della normativa. Nelle prossime settimane, con l’arrivo degli studenti e l’apertura di tutti gli istituti di ogni ordine  e grado, ne vedremo delle belle.

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