06/09/2022 di Manuela Antonacci

Chiarini (Confad): «Dove sono i disabili nella campagna elettorale?»

«Osserviamo in modo pragmatico simboli, alleanze elettorali, promesse, enunciazioni e, come al solito, la disabilità è un tema accessorio rispetto ad argomenti afferenti il mondo dei diritti civili, argomenti che ci paiono solo più modaioli e che i media fanno propri per una mera logica che vorremmo definire di mercato; come se le disabilità e i caregiver familiari siano ormai argomento concluso su cui non lavorare e nemmeno dibattere». Una visione disincantata dell’attuale campagna elettorale, quella espressa nel comunicato del Confad (Coordinamento Nazionale Famiglia con Disabilità) in cui emerge tutta la delusione sia per la passata legislatura, sia per le speranze che sembrano essere già disattese dai programmi elettorali dei partiti in corsa per le nuove elezioni. Pro Vita & Famiglia ha raggiunto il presidente del Confad Alessandro Chiarini, per saperne di più.

Chiarini, partiamo da un bilancio sulla vecchia legislatura in materia di disabilità

«Abbiamo riscontrato un’attenzione veramente insufficiente da parte dei vari governi che si sono succeduti, sulla questione della disabilità. Non è stato un tema nemmeno messo in agenda da parte di alcuna forza politica. Per quanto riguarda la legge delega, non è stato fatto niente di concreto per le persone disabili. Invece riguarda l’assegno unico e universale, che avrebbe dovuto segnare un progresso per le famiglie con disabilità, in tanti casi, si è rivelato penalizzante, cioè di importo inferiore rispetto al precedente assegno familiare, cosa che abbiamo segnalato. Il bilancio che abbiamo tracciato, per questi fatti, non è assolutamente positivo».

A proposito della legge delega sulle disabilità, nel vostro ultimo comunicato lamentate che non sia stata nemmeno inserita l’espressione “caregiver familiare” …

«Questa legge non contiene nessuna misura specifica per le persone con disabilità perché è solo una legge cappello che fa riferimento ad una serie di strumenti ma non indica quali mezzi e modalità usare, quindi dovrà poi essere esplicitata dai decreti attuativi. Tuttavia, quello che noi abbiamo notato è che, anche in questo contesto, si è scelto di non includere nemmeno la figura del caregiver familiare, come se non esistesse. E questa è una cosa che abbiamo trovato particolarmente odiosa.  Infatti il caregiver spesso annulla la propria vita per stare accanto alla persona che accudisce, per questo motivo gli vanno riconosciuti diritti e tutele. Non definendo invece nemmeno linguisticamente questa figura, è come se non esistesse affatto»

Nello stesso comunicato fate anche riferimento alla campagna elettorale che non trovate convincente, perché?

«Perché si parla di tutto e di niente: una campagna fatta di slogan, di comunicazione, di eventi mediatici ma poi si entra poco nei contenuti. Per questo motivo stiamo predisponendo un documento molto chiaro che sottoporremo ai candidati di ogni colore politico per valutare coloro che saranno disposti a prendersi l’impegno di operare nel senso di cui abbiamo parlato prima. Nel senso di una legge per i caregiver familiari, di una sanatoria della penalizzazione delle famiglie con disabilità e di una revisione della legge sul collocamento mirato delle persone con disabilità nel mondo del lavoro. Nei prossimi giorni dirameremo questo documento in cui indicheremo quali sono i candidati di ogni schieramento che dichiareranno di impegnarsi su questo».

 

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