13/06/2020 di Luca Scalise

Chiara Corbella Petrillo, una vita per la Vita

Otto anni fa, il 13 giugno 2012, Chiara Corbella Petrillo moriva a soli 28 anni. Il suo sacrificio, però, ha portato frutti visibili ancor oggi. Sono tantissime le persone che la ricordano, che si recano alla sua tomba, ma soprattutto che, dopo aver conosciuto la sua storia, hanno dato una svolta alla loro vita.

Sposata con Enrico dal 2008, in entrambe le sue prime due gravidanze riceve dai medici una diagnosi infausta: i bambini non sarebbero sopravvissuti alla nascita. Maria Grazia Letizia, la sua prima figlia, aveva un’anencefalia. Come racconta il libro “Siamo nati e non moriremo mai più”, ispirato alla vita di Chiara, «Il medico di turno dice a Chiara che se avesse fatto prima un’ecografia avrebbero potuto fare ancora qualcosa, “per prevenire la malattia?”, “No, per abortire”. Per lei, che aveva appena visto sua figlia muoversi, è un colpo basso». Rifiutò l’aborto e accolse la bambina. Così, la piccola è potuta nascere, stare in braccio ai genitori, venire battezzata e morire, dopo circa quaranta preziosissimi minuti.

Al secondo figlio, Davide Giovanni, erano state diagnosticate gravi malformazioni. Ma, ancora una volta, Chiara ed Enrico scelgono per la vita. Si trattava del loro bambino. Per questo, hanno deciso di amarlo e accompagnarlo per tutto il breve tempo della sua vita, fino alla morte naturale.

Chiara rimane nuovamente incinta e il suo terzo bambino, Francesco, sta bene, ma lei, durante la gravidanza, scopre di avere un tumore. Curarsi immediatamente avrebbe potuto nuocere alla vita del piccolo. Così, Chiara decise ancora una volta di tutelare quella vita che portava in grembo e rimandare le cure a subito dopo il parto. Ma le metastasi si erano ormai diffuse ovunque. Chiara muore e il suo esempio di madre coraggiosa inizia a contagiare tutti, la sua storia si diffonde, specie tra i più giovani, e tanti la assumono come modello di vita.

Dal suo sacrificio per amore dei figli, che ha tutelato sin dal concepimento, è nato in Toni Brandi il desiderio di fondare Pro Vita Onlus, un’associazione per “dare voce a chi non ha voce”, i bimbi non nati e i tanti la cui vita è messa in pericolo. Oggi, dopo la fusione con Generazione Famiglia, l’associazione si chiama Pro Vita e Famiglia Onlus e ricorda il secondo anniversario dall’inaugurazione della sua sede nazionale in Roma, proprio il 13 giugno, in onore di Chiara Corbella.

Seppur travagliata, la vita di Chiara non è stata triste. È stata una donna felice fino all’ultimo. Una donna pienamente realizzata, che ha fatto della sua vita un dono per gli altri. Folle di giovani attendono di vederla santa per la Chiesa Cattolica – che ha già iniziato per lei il processo di Beatificazione -, portando nel cuore la sua gioia, la sua fede in Cristo e la sua testimonianza di moglie e madre.
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