03/01/2021

Auguri scomodi, da Meter e da Don Fortunato Di Noto

Don Fortunato Di Noto aveva scritto questa lettera il 29 dicembre, ma non l'aveva pubblicata. Ieri, invece, ce l'ha inviata: «Ve la dono, per donarla», ha scritto. Ci sembra giusto quindi, condividere questi pensieri con tutti i nostri Lettori, anche se sono pensieri "scomodi" che turbano l'atmosfera luccicante delle Feste che stanno per finire.
 
Un caro e autorevole amico mi scrive: «Super... se non fosse per il tema ... così spaventoso e drammatico ... l'entusiasmo salirebbe alle stelle». 
Nel mondo ecclesiale e civile, si intende.
E' stata la reazione, molto positiva, al fatto che in Cina, studiano l'inglese nell'Università di Tsinghua di Pechino, con un testo, “Advanced English 1”, nel quale alla Lezione n. 9 si racconta la storia di un prete cattolico (Father Fortunato Di Noto, che dalle periferia della Sicilia, nella sua parrocchia) lotta la pedofilia e la pedopornografia in Italia e nel mondo. Il testo è adottato dagli studenti dal 2008, da ben 12 anni. Lo ricordo, non per ostentare, credetemi, ma per comunicarvi un pezzo di storia a difesa dei bambini.
 
E' una storia lunga, impervia, difficile quella di Meter. Una storia indiscussa, anche contro i detrattori e i nemici.
 
30 anni sono tanti, una vita. Il 2020 che si sta concludendo, pesante, drammatico a causa del Covid, ha portato i suoi frutti, nonostante le difficoltà e la tristezza del momento.
 
Vorrei strapparvi qualche lacrima e una emozione per intenerirvi il cuore, magari farvi innervosire e protestare, e per farvi scendere così in campo.
Sono tanti i momenti intensi che abbiamo vissuto, noi di Meter.
 
Basterebbe una foto o un video quando abbracciamo un piccolo, un adolescente, un adulto violato e trafitto dal dolore.
 
Basterebbe un video con i nostri bambini e adolescenti del Centro polifunzionale durante le attività di laboratorio e terapeutiche. Non riteniamo esporre una foto con le migliaia di persone che hanno chiesto un aiuto e sono state ascoltate, aiutate, curate e accompagnate con il Centro di ascolto e di accoglienza di Meter.
 
Non possiamo fare vedere i drammi e le sofferenze dei bambini, per strappare una lacrima e intenerire i cuori. 
Non possiamo, perchè abbiamo sempre rispettato ogni vittima, ogni dolore, ogni lacerato corpo e devastata intimità. 
 
Per indignarvi e farvi reagire basterebbe ostentare, per provocare un sentimento ostile nei riguardi di criminali, le foto e in video che anno dopo anno abbiamo denunciato alle Polizia del mondo, di quei bambini abusati e schiavizzati brutalmente da perversi pedofili e abusatori.
 
La tentazione è grande, quella di far vedere gli abusi che subiscono i piccoli, i bambini: per scuotere le coscienze sopite, addormentate, indifferenti. 
 
Sono solo bambini : e se fosse tua figlia, tuo figlio? La cosa incredibile, almeno per me, è che non sono i miei figli e ho un impegno, quello di difenderli, come S. Giuseppe, che difese e protesse Gesù, suo figlio e Maria, sua moglie.
 
È vero, l'argomento non 'tira', anzi sarebbe meglio non parlarne, alcuni  ci accusano che non bisogna ostentare, neanche con le parole, questo abominio.  
 
Faccio fatica a comprendere perché si deve parlare di altro dolore e sofferenza e non di questo: abusare dei bambini è un abominio e una nuova forma di schiavitù. 
I negazionisti dell’abuso sono molti e tanti. Gli indifferenti non si contano e la cosa ancora più strana: non ci sono passarelle per manifestare solidarietà, vicinanza alle piccole vittime. E’ una rarità.
 
Ecco alcuni frammenti a parole dei video e delle foto: decine e decine di milioni, e la stima è parziale e in difetto.
 
Infatti come far credere che dei neonati e i bambini ancora con il ciuccio in bocca e con il pannolino sono devastati, si proprio così: devastati!
Nè possiamo farvi sentire il grido di dolore o le lacrime, struggenti, lancinanti durante una violenza. 
No, non possiamo neanche farvi vedere quello che le mani sporche e corrotte fanno nell'intimo ai piccoli. Neanche possiamo farvi vedere i tuguri, le poltrone e i letti con lenzuola sporche e puzzolenti, dove corpicini sono adagiati e violati. Nelle stanze profumate e ricche come nei sobborghi delle periferie delle città, tra l’immondizia e i topi.
Nei boschi e al mare. 
Nelle nursey e nei bagni delle scuole.
Non possiamo farvi vedere i bambini legati, in gabbie, defecati, al guinzaglio o fatti abusare dai cani, inconsapevoli e sfruttati anche loro per la perversione sessuale umana. Uno scempio.
Come fare vedere questo male? Forse è giusto così?
 
Eppure Dio ci ha dato forza come un bufalo per strappare qualcuno dalla schiavitù e questo ci ricompensa dalle fatiche e dal dolore.
Si proprio così, è accaduto e non possiamo fare altro che ringraziare il Signore, datore di ogni bene. Salvare un bambino è salvare il mondo intero, espressione che ho sentito per altri drammi e nefandezze umane.
 
A due giorni dalla fine del 2020, l'impegno di Meter continua, non è mai stato interrotto. Quanta fatica spesso scoraggiamento e solitudine, come tutte le cose che costruiscono il bene e che difendono i piccoli, i deboli e i poveri. 
Tutelare, ascoltare, proteggere e agire. Si spera di farlo, ed è un auspicio, sempre più insieme.
 
Certo, ci sarebbe tanto entusiasmo e tanto plauso e riconoscenza, ci basta la Vostra amicizia e vicinanza e il sostegno. Non lasciateci soli per non lasciare soli i bambini.
 
No, non vogliamo palcoscenici e passarelle per noi, e non si interpreti mai malevolmente la richiesta di attenzione dell'opinione pubblica su questi drammatici eventi dolorosi sui bambini.
 
Si deve fare di più, molto di più per questa tragedia che ha risvolti drammatici. 
Tra i vari drammi umani, questa non può essere considerata marginale o di poca importanza. Non credete?
 
Buon fine anno 2020 e buona continuazione del tempo che verrà dal 2021.
 
Don Fortunato Di Noto
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