07/11/2019

Anche a Genova una “mozione Segre” contro omofobia e razzismo

Dopo la mozione Segre contro odio, razzismo e antisemitismo, passata con un testo in cui si rintracciano contenuti potenzialmente lesivi della libertà d’espressione, soprattutto nell’ampliamento del concetto di odio, all’interno del quale rischiano di rientrare persino convinzioni personali, anche Genova ha deciso di adeguarsi e il 5 novembre verrà presentato dal Movimento 5 stelle, nell’assemblea dei Capigruppo, il documento che verrà portato in Consiglio Comunale per proporre al sindaco e alla Giunta di istituire sul territorio cittadino, così come è avvenuto in Parlamento, una Commissione permanente per monitorare e punire i fenomeni di intolleranza, razzismo e omofobia.

Come ha spiegato Stefano Giordano, consigliere del Movimento 5 stelle: «L’istituzione di una Commissione anche a livello comunale, che monitori e contrasti gli episodi di divisione sociale e ogni forma di violenza e discriminazione di sfondo razziale o di genere, verbale o fisica, riteniamo sia un passo verso una società più civile e coesa. Non possiamo e non vogliamo credere che un’istituzione del genere possa essere confusa con un tentativo di censura».

Eppure il timore del bavaglio ideologico c’è ed è concreto. Si teme, infatti, che venga usato il solito stratagemma per imporre un’unica visione della realtà ovvero prendere come modello un caso estremo e indiscutibile per giustificare l’estensione della legge a semplici opinioni personali non lesive della dignità altrui ma che magari si distaccano dal pensiero della massa. In questo modo, chiunque abbia un pensiero diverso da quello “politicamente corretto” sulla famiglia, la storia, l’identità sessuale, la politica ecc. potrà essere teoricamente punito.

E il tono che non ammette repliche, usato dal consigliere Giordano, nel sottolineare la bontà indiscutibile del provvedimento, la dice lunga sullo spirito “democratico” che cela: «Il razzismo bieco, al pari del sessismo, della violenza di genere, dell’omofobia e di altre forme di divisione, non devono trovare alcun posto nella nostra città. Genova è sempre stata e deve continuare ad essere in prima linea nella battaglia dei diritti civili».

 

di Manuela Antonacci

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