06/08/2016

Adozioni gay - Gli avvocati italiani non sono schierati a favore

La propaganda per le adozioni gay si fa strada tra gli avvocati italiani. E come al solito, un’élite “politicamente corretta”, prona al “gender diktat”, pretende di rappresentare la totalità di una categoria che – viceversa – è lungi dal volersi lasciar omologare al pensiero unico dominante.

In pochi sono al corrente del fatto che il 13 giugno c.a. l’Organismo Unitario Avvocatura (OUA), vale a dire l’organismo di rappresentanza politica dell’avvocatura italiana, è stato audito dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, sull’Indagine conoscitiva sullo stato di attuazione delle disposizioni legislative in materia di adozione ed affido, consegnando nel corso dell’audizione un documento di osservazioni e proposte, nel quale auspica e propone l’apertura delle adozioni anche a single, conviventi di fatto e coppie omosessuali.

Non condividendo tale posizione, il 23 luglio è stato inviato all’OUA un documento di non condivisione della posizione espressa dall’organismo, in cui si illustrano le ragioni appunto della non condivisione.

Il documento, che ad oggi conta 190 sottoscrizioni, è pubblico in internet con l’elenco dei firmatari, tra cui si segnalano quelle di illustri personalità del mondo giuridico come ad esempio il Prof. Mauro Ronco, Presidente del Centro Studi Rosario Livatino, già componente del Consiglio Superiore della Magistratura, ordinario di diritto penale presso l’Università’ di Padova; l’ Avv. Giancarlo Cerrelli, già Vice Presidente Nazionale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, oggi Consigliere Centrale in ambito nazionale e Presidente dell’Unione di Crotone, Delegato Regionale per la Calabria, tra i soci fondatori del Comitato “Sì alla Famiglia!” di cui è Segretario nazionale, dirigente nazionale di Alleanza Cattolica e Presidente dell’Associazione Scienza &Vita di Crotone, ed è aperto alla possibilità di ulteriori adesioni.

Il Centro Studi Rosario Livatino ha pubblicato il documento in un ottimo articolo: L’Organismo Unitario dell’Avvocatura si schiera a favore della apertura delle adozioni anche a single, conviventi di fatto e coppie omosessuali. E gli avvocati insorgono.

Un ulteriore articolo è stato pubblicato sul sito di informazione della diocesi di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia: Avvocati: il «no» alla posizione dell’Organismo Unitario in tema di adozioni.

Su questo portale abbiamo più volte spiegato che – al di là delle chiacchiere, dei ragionamenti e dei paroloni dei “neolinguisti”, al di là delle sentenze e delle leggi ideologiche  –  è la ragione naturale a dare tutta evidenza della necessità per i bambini di avere una mamma e un papà.

Le adozioni gay (o lesbiche) sono certamente il prossimo traguardo della macchina nichilista e mortifera che sta portando la nostra società verso la dissoluzione, attraverso la consacrazione della “famiglia” omoparentale.

Se la ragione naturale non basta, abbiamo già visto, i dati che rilevano il disagio e il malessere per i ragazzini che crescono in una “famiglia” arcobaleno, omoparentale, insomma le vittime delle adozioni gay sono stati pubblicati da tempo (vedere ad esempioqui, qui e qui), e anche molto recentemente, qui in Italia. E, ancora, la rivista Depression Research and Treatment, spiega che quando i bambini  cresciuti in una “famiglia” arcobaleno raggiungono un’età compresa tra i 24 e tra i 32 anni, l’incidenza della depressione , dell’obesità e della violenza domestica aumenta in  modo esponenziale.

Di tutto questo gli avvocati italiani sono a conoscenza, anche per le loro esperienze professionali. E buona parte degli avvocati stessi, per fortuna, usa la ragione naturale e il senso critico quando si appresta a dare pareri.

Redazione

 

 

 

 

 

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info