29/03/2019

Adozione prima del parto: la Lega supporta la vita

Un’alternativa concreta e costruttiva all’aborto c’è e la propone la Lega: se due genitori non sono in grado di tenere il loro bambino, possono portare ugualmente avanti la gravidanza, rendendo il loro piccolo, seppure non ancora nato, già adottabile. In questo modo, secondo il Carroccio, verrebbe affermata e riconosciuta, per la prima volta, la “soggettività giuridica al concepito”, garantendogli il diritto alla vita e mettendo in relazione, già al momento della gravidanza, la famiglia del bambino non nato con quella che potrebbe adottarlo dopo la nascita. Dunque la soluzione è l’adozione, con cui verrebbe, tra l’altro, rilanciata, ancora una volta, la centralità e il ruolo indispensabile della famiglia. È questo l’obiettivo della proposta della Lega, presentata da cinquanta deputati.

Soluzione che verrebbe, tra l’altro, a sopperire la scandalosa mancanza di informazioni riguardo le reali alternative all’aborto («adozione in anonimato, aiuti economici, assistenza psicologica») evitando così la continua strage di bambini non nati, a fronte, peraltro, di un preoccupante calo demografico che ormai da tempo affligge il nostro Paese: «Nel periodo 1990-2010 gli aborti oltre la dodicesima settimana, sono cresciuti del 182 per cento e costituiscono il 27 per cento di tutti gli aborti», e «il numero di aborti clandestini delle donne italiane è stimato tra 12.000 e 15.000». In più, con l’automatico ricorso all’aborto, sarebbe venuta meno «una popolazione di 6 milioni di bambini che avrebbero impedito il sorgere dell’attuale crisi demografica», e non aiuta neanche il fatto che «l’obiezione di coscienza sia oggetto di pressioni da parte di gruppi ideologizzati», affermano i leghisti firmatari della proposta.

Secondo il Carroccio, questo è davvero l’unico modo in cui “non si lede il diritto di nessuno” né quello di scelta della donna, né il sacrosanto diritto del nascituro alla vita. Ma già infuria la polemica, sia sui social, sia tra le associazioni che difendono la legge 194, confermando che, probabilmente, oggi, libertà e diritti sono considerati appannaggio di pochi e tra questi non rientrano i più deboli.

Manuela Antonacci

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