Adozione: dal Brasile un’idea geniale che funziona

La notizia ha impiegato almeno una settimana per giungere in Italia: il Diario de Noticias brasiliano lo scorso 22 maggio ha annunciato una geniale e discussa iniziativa che si è svolta in Brasile per favorire l’adozione. L’Organizzazione degli Avvocati brasiliani ha promosso l’iniziativa ‘Adozione in passerella.

Si è trattato di una intelligente provocazione: far sfilare in un centro commerciale di Cuibà, una delle principali città dello Stato del Mato Grosso, un gruppo di bambini che sono in attesa di essere adottati, una vera e propria passerella con capi di marca che ha avuto lo scopo chiaro di provocare l’opinione pubblica su due fronti: uno, l’adozione è sempre ben attesa da coloro (i bambini) che attendono di trovare una famiglia che li accolga; due, anche la moda deve in qualche modo occuparsi di questa minoranza e farsene carico; i bambini e le bambine adottabili sono belli e professionali come i baby-modelli. Insieme all’Ordine degli Avvocati, l’evento è stato possibile grazie alla Associazione del Mato Grosso per le Adozioni. Lo scopo era chiarissimo ma, purtroppo, i social network e una parte della stampa non hanno colto il messaggio centrale dell’evento e invece si sono prodigati in critiche feroci.

Addirittura uno dei candidati alle scorse elezioni presidenziali ha valutato l’iniziativa di una «perversione incredibile», altri sulle reti social hanno speso parole forti, definendo questi bambini mercificati come ‘cani e gatti’. Tatiane de Barros Ramalho, Presidente della Commissione per l’infanzia e la gioventù che ha organizzato l’evento, ha risposto per le rime ai critici: «È una notte per le persone che sono in grado di adottare: per conoscere i bambini, la popolazione generale ha più informazioni sull’adozione e i bambini hanno una giornata diversa, i vestiti e il trucco per la sfilata». Questa è, ricorda il responsabile, già la terza edizione dell’evento ed è la prima volta che ci sono state ripercussioni negative e critiche feroci.  La responsabile marketing di Pantanal Shopping, il centro commericale nel quale si è da sempre svolto l’evento, Ticiana Pessoa, ha menzionato, a sua volta, che l’azienda è onorata di ricevere il progetto che incoraggia la consapevolezza dell’adozione.

La maggior parte dei negozi del centro commerciale è specializzata in prodotti per bambini e sostiene con generosità l’evento donando abiti e altri oggetti di scena alla sfilata.

I critici che hanno commentato negativamente la sfilata dei bambini adottabili non hanno certo visto il magnifico servizio che la televisione Globoplay ne ha fatto, presentando con dovizia di particolari l’entusiasmante evento e intervistando genitori adottivi che negli anni scorsi hanno deciso di adottare una bimba di quelle che sfilavano. Il loro entusiasmo vale più di cento stroncature giornalistiche, la loro gioia contagiosa è ciò che ha convinto tutti gli organizzatori a proseguire nella loro idea e dare una grande opportunità di incontro tra bambini abbandonati e famiglie che cercano un figlio da adottare. Bastava solo guardare il video dell’evento di quest’anno per capire la bellezza dei bimbi adottabili e la gioia che ha caratterizzato l’intero evento. Perciò, avremmo piacere che la sfilata per l’adozione fosse al centro delle riflessioni dei tanti marchi italiani, ciò farebbe crescere ancor più la fama di bellezza e qualità delle nostre firme. I critici? Colpisce che sulla stampa brasiliana, tra coloro che hanno fatto ‘cuoco e fiamme’ contro questa straordinaria iniziativa, nessuno oltre alle critiche abbia speso una sola parola, né mosso un solo dito per aiutare o adottare gli orfanelli e le orfanelle del Mato Grosso.

Se i tanti criticoni avessero guardato al dito, criticandolo appunto, e però apprezzato l’indicazione della luna, ci saremmo taciuti. Qui, invece, non si è voluto nemmeno guardare né al dito, né alla luna. Si è preferito sparare a mitraglia, forse per paura di essere interrogati dai bambini e da quelli abbandonati ancor più.

Luca Volontè

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