Aborto ed ecologismo: ecco le prove dell’alleanza

Per salvare il pianeta Terra, con tutta la flora e la fauna che ospita, è necessario eliminare l’uomo, possibilmente prima della nascita, con l’aborto.

Può sembrare un’esagerazione, ma purtroppo si tratta del reale pensiero di moltissime associazioni ecologiste.

Come abbiamo raccontato più volte, per l’ambientalismo militante, che divinizza la natura, l’uomo è il cancro del pianeta, il vero e unico responsabile dell’inquinamento, dell’estinzione (vera o presunta che sia) di piante e animali e dello sfruttamento della Terra.

Pertanto, non stupisce il sostegno e la promozione dati da questi gruppi all’aborto e alla contraccezione.

A dimostrarlo sono documenti ed articoli ufficiali dei vari movimenti ecologisti.

Ambientalisti contro Trump e a difesa di Planned Parenthood

In una lettera del 22 marzo 2017, le associazioni “verdi” Alaska Wilderness League, Green For All, Green Latinos, League of Conservation Voters, Natural Resources Defense Council, Oil Change International, Safe Climate Campaign, Sierra Club e The Climate Reality Project si sono rivolte a diversi politici statunitensi, tra i quali Paul Ryan, presidente del Congresso, per chiedere di non abolire il finanziamento pubblico di Planned Parenthood. 

Bisogna anche segnalare un documento congiunto in cui numerosi gruppi ambientalisti hanno condannato l’amministrazione Trump per aver deciso di chiudere i rubinetti alle organizzazioni internazionali che promuovono aborto e contraccezione nel mondo. American Forests, Association of Fish & Wildlife Agencies, Clean Water Action, Defenders of Wildlife, Friends of the Missouri Breaks Monument, IOOS Association, National Marine Sanctuary Foundation, NERRA National Estuarine Research Reserve Association, NRDC Natural Resources Defense Council, Ocean Conservancy, OCEANA, PAI Impassioned Advocates for Girls and Women, Sea Grant, The Wilderness Society WWF  si sono opposte in nome della salvezza e della preservazione della biodiversità, dell’ambiente e del clima.

Ma perché tanto zelo degli ambientalisti a difesa della grande e criminale multinazionale dell’aborto? Perché un sostegno così deciso allo sterminio dei bambini prima ancora della nascita? Basta leggere ciò che scrivono per rendersi conto che non si tratta affatto di casi isolati.

Greenpeace e WWF

Il 6 maggio 2013, Rex Weyler, direttore della Greenpeace Foundation e cofondatore di Greenpeace International, scriveva che, in accordo con la Conferenza del Cairo, l’aborto (o, come si dice in neolingua, la “salute riproduttiva della donna”) è un tema di salute pubblica, quindi un diritto da proteggere.

Non è da meno il World Wildlife Federation (WWF). In un articolo pubblicato l’8 agosto 2016 sul sito dell’associazione, gli autori C. Althea Skinner e Mariela Rodríguez spiegavano che la donna ha il diritto di decidere se avere figli o no, e quindi di ricorrere all’aborto o alla contraccezione se necessario. Il WWF parla esplicitamente di pianificazione familiare. In uno studio che spiega come integrare la salute umana con quella dell’ecosistema, si difende il diritto alla salute sessuale e riproduttiva, ovvero, ancora una volta, aborto e contraccezione. Il tutto per evitare il problema (inesistente!) della sovrappopolazione mondiale e dunque un eccessivo sfruttamento del pianeta. In pratica, tra proteggere un panda e uccidere un bambino non ancora nato, se bisogna scegliere, per il WWF è preferibile la seconda opzione. Ne consegue – e nel documento  lo si dice – che qualunque politica volta a difendere il diritto alla vita sin dal concepimento deve essere rigettata.

World Watch Institute

Il World Watch Institute, capofila tra i gruppi che seminano panico e allarmismo sul presunto cambiamento climatico, nel suo bollettino del gennaio/febbraio 2002 definiva un assurdo legale il tentativo di limitare la possibilità di accesso all’aborto. In un altro articolo del 2004 invece l’associazione si vantava di aver sempre lottato con efficacia per garantire i diritti delle donne, cioè il “diritto” delle madri ad uccidere i loro figli.

Si potrebbe continuare a lungo citando testi o interventi del Sierra Club, del Center for Biological Diversity (vedere ad esempio qui e qui) o del Nextgen America: tutti concordano nel promuovere l’aborto come strumento di pianificazione della nascite, con lo scopo di ridurre drasticamente la popolazione mondiale per salvare la natura, l’ecosistema, il pianeta.

L’ecologismo è dunque il braccio armato dell’ideologia neo-malthusiana oggi imperante. Forse è una scomoda verità, ma è giunto il momento di rendersene conto e di prendere precauzioni.

Federico Catani

Fonte: LifeSiteNews


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