29/01/2026 di Toni Brandi

A febbraio, su PVFNews: Scienza e hybris

Lo scorso mese parlavamo di libertà e spesso Pro Vita & Famiglia invoca la tutela della libertà come diritto inviolabile dell’uomo: libertà religiosa, libertà di manifestazione del pensiero, libertà educativa…

Speriamo, però, di aver chiarito che la libertà che promuoviamo - e non deve essere coartata dallo Stato - è la vera libertà, cioè la libertà che tende al bene attraverso mezzi buoni. Ciò implica che la libertà non è un assoluto, senza confini: la vera libertà riconosce i suoi limiti e sa che non può travalicarli, a pena di snaturare se stessa. Quindi, tanto per fare un solo esempio, in nome della libertà non si può uccidere un innocente (che sia nel grembo materno o sul letto di morte).

Del resto, laicamente parlando, anche la costituzione italiana (art. 13) dice che la libertà è «inviolabile», ma non che è illimitata: più che sancire un diritto (la libertà), la norma impone un dovere, quello di non violare la libertà altrui.

Lo stesso ragionamento si deve applicare alla libertà di ricerca scientifica. Bisogna coltivare il sapere, lo studio del creato e delle creature, sviscerare i misteri della fisica, della biologia e della medicina sempre e solo per il bene, sempre e solo usando mezzi buoni.

Le ricerche del dottor Mengele sono state sempre universalmente condannate perché sacrificavano esseri umani, usati come strumenti per perseguire un progresso.

Oggi, se da un lato c’è chi vorrebbe la totale chiusura delle ricerche che usano cavie e altri animali, dall’altro c’è chi in nome del progresso pretende la libertà di ostinarsi in pratiche di laboratorio moralmente identiche a quelle del dottor Mengele. Anzi, peggiori. Leggendo queste pagine i Lettori potranno ragionare e certamente arriveranno a questa mia stessa conclusione. 

Per il 48° anno, a febbraio celebriamo la Giornata per la Vita. Impegniamoci in prima persona a dare un senso concreto alla ricorrenza. Ricordiamo sempre, in ogni circostanza, che la vita umana va protetta dal suo primo sbocciare. E che questo deve avvenire nel grembo di una donna. 

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