14/02/2020

A Crema l’incontro sulle verità del “sistema Bibbiano”

Lo scorso venerdì, a Crema, si è parlato di Bibbiano, ovvero dell'inchiesta “Angeli e Demoni” riguardante il sistema illecito di affidi minorili nel comprensorio della Val d'Enza. Inchiesta che ha portato alla luce un articolato sistema per cui sembrerebbe che – senza fondate ragioni – numerosi bambini siano stati sottratti alle proprie famiglie per essere dati in affido prevalentemente a coppie omosessuali. 

La conferenza, avvenuta presso la Sala dei Ricevimenti del Palazzo Comunale, è stata promossa dall'associazione Pro Vita e Famiglia Onlus in collaborazione con Noi per la Famiglia rappresentata nella provincia di Cremona da Marco Mantovani. Ad introdurre la serata Flavio Rozza (Pro Vita e Famiglia), relatori l'avv. Gianfranco Amato (Giuristi per la Vita), l'on. Galeazzo Bignami (Commissario regionale Fratelli d'Italia in Emilia Romagna) e l'avv. Marco Lisei (Capogruppo Fratelli d'Italia nel Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna).

In apertura, Flavio Rozza ha ricordato che il richiamo “parlateci di Bibbiano”, più volte sentito negli ultimi mesi, non era uno slogan elettorale, ma un “grido” proveniente da  quelle famiglie che si sono viste “rubare” senza motivazione i propri figli. L'incontro del 7 febbraio, in qualche modo ha voluto raccogliere questo grido per contribuire a far conoscere la reale portata di quanto avvenuto nel piccolo centro in provincia di Reggio Emilia.

Cosa è accaduto realmente a Bibbiano? Esiste un sistema Bibbiano? Vi è un coinvolgimento della politica? Queste le domande a cui hanno dato risposta i relatori presenti all'incontro.

L'avvoccato Amato, con l'ausilio di slide e contributi video, ha ricostruito la vicenda che ha messo sotto accusa il sistema degli affidi nella Val d'Enza. In particolare, scorrendo gli atti dell'indagine e le trascrizioni di alcuni passaggi delle intercettazioni operate a carico degli indagati, ha messo in luce i fatti, il contesto in cui si sono sviluppati e la correlazione tra ciò che è accaduto in Val d'Enza e le istanze portate avanti dal mondo Lgbt. Dalla ricostruzione effettuata è infatti affiorato che a determinare i fatti di Bibbiano sia stato un movente non solo economico, ma anche ideologico.

In tutta la vicenda – ha dimostrato l'avv. Amato – è rintracciabile la pervasiva presenza dell'ideologia Lgbt e di una ideologia antifamilista. Di notevole interesse anche gli interventi dell'avv. Marco Lisei e dell'on. Galeazzo Bignami (entrambi di Fratelli d'Italia), che provenendo dal territorio in cui si sono svolti i fatti, hanno potuto offrire al pubblico presente in sala – particolarmente attento e partecipe – dei contributi per comprendere meglio come, proprio in Emilia Romagna, sia potuto accadere tutto ciò.

Per il consigliere regionale Marco Lisei quanto è avvenuto si poneva come obiettivo la “destrutturazione della famiglia naturale per sostituirla con qualcosa di diverso”. All'affido – sostiene Lisei – bisogna ricorrere come extrema ratio e in modo temporaneo, solo dopo aver sostenuto in ogni modo la famiglia d'origine. E' dovere dello Stato, ha ricordato l'esponente di Fratelli d'Italia, affiancare le famiglie fragili. Per Lisei, la politica ha il dovere sempre di vigilare su quanto accade. Ad esempio, ha fatto notare, negli ultimi anni nelle scuole sta entrando di tutto e attraverso la scuola – seppur molte volte proposte come iniziative di per sé buone (tipo lotta al bullismo) viene imposta una visione antropologica spesso inquinata da ideologie come quella gender.

L'ultimo intervento della serata è stato affidato all'onorevole Galeazzo Bignami, il quale ha catturato l'attenzione dei presenti grazie ad una esposizione precisa che, senza cedere a faziosità di tipo partitico, ha saputo porre in evidenza le responsabilità della politica. E proprio a riprova di ben precise responsabilità politiche, ha ricordato come nel marzo 2015, Federica Anghinolfi, dirigente dei servizi sociali dell'Unione della Val d'Enza, nonché militante del modo Lgbt e Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano, furono invitati ad intervenire presso la Commissione regionale Pari Opportunità su richiesta di Roberta Mori (PD) presidente della medesima Commissione. La Mori concluse invitando tutti i partecipanti della Commissione ad andare in Val d'Enza, indicando quello come modello da seguire.       
L'on. Bignami ha poi ricordato un altro episodio in cui le istituzioni elogiarono quello che poi verrà definito il sistema Bibbiano. Risulta infatti che nel luglio 2016 l'onorevole Sandra Zampa (PD), allora vicepresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sui minori, ospitò alla Camera dei deputati Federica Anghinolfi, sempre per descrivere l'efficienza del sistema di affidamento minori  della Val d'Enza.        
Nel settembre 2016,  ha proseguito Bignami, la Anghinolfi fu invece invitata alla festa dell'Unità di Bologna per parlare di minori e violenza sui minori.     
Infine, il parlamentare di Fratelli D'Italia ha sottolineato un'ulteriore responsabilità del livello politico, ricordando che la Regione Emilia Romagna, guidata dal Pd, ha finanziato le attività dei protagonisti del Sistema Bibbiano. Risulta che nel 2017 vennero erogati 23mila euro di contributo ad una associazione  avente tra i suoi scopi quello di sciogliere le resistenze sul tema affido e omosessualità. Legale rappresentante di questa associazione era Fadia Bassmaji, ex compagna della Anghinolfi e affidataria indagata nella inchiesta.     

Il sistema Bibbiano, per l'on. Bignami, aveva solo un obiettivo: demolire l'istituto della famiglia naturale e aggredire le figure genitoriali per sottrarre i figli ai genitori. Alimentando un business che in Italia ammonta a diversi miliardi di euro.

A fine serata i diversi commenti del pubblico hanno attestato un profondo turbamento nel rilevare come un sistema possa incepparsi e  tradire la propria mission. Ma anche molta rabbia nel rilevare come fatti tanto gravi siano stati oggetti di minimizzazione sia da parte della politica, sia da parte di alcuni organi di stampa. Proprio rilevando questo silenzio, Rozza ha concluso affermando che “spetta a ciascuno di noi continuare a parlare di Bibbiano, di ciò che rappresenta; sperando che fatti simili non accadano mai più, né a Bibbiano, né altrove”.

CLICCA QUI per il video integrale del convegno

 

di Flavio Rozza

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