13/11/2020

NPVF n.91 - Edizione speciale: la RU-486

Il contrasto alla deriva antropologica in atto e alla cultura della morte che la pervade passa anzitutto attraverso l’informazione. Per questo motivo, grazie alla collaborazione di esperti di indiscutibile levatura professionale, abbiamo raccolto in questa edizione speciale della nostra Rivista tutto ciò che bisogna sapere sull’aborto farmacologico, cioè sulla RU-486.

Questo «pesticida antiumano» si va sempre più diffondendo e l’aborto si va trasformando in un fatto sempre più privato, una questione di poco conto risolvibile nelle quattro mura domestiche. In poche parole si sta “legalizzando l’aborto clandestino”.  

L’ossimoro è segno della grave incoerenza e contraddizione degli abortisti che dimostrano ancora una volta - a chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire - che il loro intento non è tutelare l’autodeterminazione e men che meno la “salute sessuale e riproduttiva” delle donne, ma è promuovere la morte in sé. Chiamarli “cultori della morte” è perciò decisamente appropriato.

Sicché, i nostri Lettori, pur rinunciando alle nostre consuete rubriche, potranno capire bene perché l'atteggiamento del ministro Speranza, della parte politica che lo sostiene, e della lobby internazionale che lo guida, è decisamente nichilista e antiumano. Innanzi tutto, favorisce e banalizza ancor di più la soppressione di bambini innocenti, privando la società e il mondo della ricchezza inestimabile e assolutamente originale racchiusa nella vita delle piccole vittime, nella vita delle generazioni che avrebbero potuto discendere da loro e nelle relazioni che avrebbero potuto intessere.

E poi, la diffusione della RU-486 viene pagata a caro prezzo dalle donne. In fin dei conti, basta il buon senso per capire che una sostanza che uccide un bambino non può far bene alla salute della donna che lo porta in grembo.  Ma l’ideologia, si sa, acceca. 

Invito quindi caldamente i Lettori a considerare che le percentuali con cui vengono calcolate le morti  e gli effetti collaterali della RU-486 sono sono sotto-riportate; e a considerare che esse rappresentano in numeri assoluti centinaia, o migliaia di madri. La vita e la salute di queste donne conta o no? Ogni donna vale, o no?

Ogni donna,  a fronte di una gravidanza indesiderata, da un lato merita un’adeguata informazione sui rischi cui va incontro, ma  soprattutto merita rispetto, sostegno, e solidarietà da parte della società, che invece le offre a buon mercato una pillola velenosa e se ne lava completamente le mani. 

Ora si avvicina il Santo Natale: di fronte al Bambino Gesù vogliamo pregare in modo particolare per i bambini uccisi nel grembo delle madri, senza  mai abbandonare la fiducia nel Salvatore, nel suo Spirito nostro consolatore, nel Padre «amante della vita», che vogliamo porre al centro della nostra vita.
Poiché la cultura della morte imperversa,  facciamo nostre le parole del Vescovo di Grenoble, Armando Giuseppe: «... non rimettiamo la spada nella guaina fin quando non vi saranno più nemici da combattere».  Il resto sarà Dio a deciderlo. Noi siamo certi che «non praevalebunt».

Vi auguro di trascorrere le prossime sante feste  nella gioia e nella  serenità con i vostri cari. Buon Natale e un mondo di bene per il 2021.

 

Toni Brandi

 
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