01/04/2016

Aprile 2016 - Notizie Pro Vita - Naturalmente Famigia

‘Naturalmente’, cioè ‘secondo natura’: mai come in questo momento il concetto di natura è stato tanto stravolto. Da un lato s’invoca, la tutela del mondo animale e vegetale; dall’altro si perde completamente di vista la natura dell’essere umano...

‘Naturalmente’, cioè ‘secondo natura’: mai come in questo momento il concetto di natura è stato tanto stravolto. Direi del tutto lacerato. Da un lato s’invoca, giustamente, il rispetto dell’ecosistema, la tutela del mondo animale e vegetale, la salvaguardia dell’atmosfera terrestre e quant’altro; dall’altro si perde completamente di vista la natura dell’essere umano: si pretende – anzi – che venga riconosciuto il ‘diritto’ di violentarla, mutilandosi per ‘cambiare sesso’, fabbricando e distruggendo bambini in laboratorio, cancellando la maternità e la paternità (i concetti più naturali che possiamo immaginare) e sostituendoli con una serie numerata di ‘genitori-acquirenti’ imprecisati, spesso senza alcun legame naturale con i piccoli.

Di famiglia naturale, quindi, si parla in questo numero di Notizie ProVita: si mette in luce il lato oscuro di violenza e sopraffazione che è celato dai colori dell’arcobaleno. Oltre ai dati forniti dalla scienza statistica sulla violenza che alberga all’interno delle coppie omosessuali, parla a ProVita un testimone diretto, quale il professor Robert Oscar Lopez, cresciuto con ‘due mamme’. Francesco Agnoli ci illustra poi le conseguenze che la fecondazione artificiale eterologa provoca nel rapporto di coppia, mentre la giornalista Costanza Miriano ribadisce come, invece, seguire la natura umana gratifichi e renda felici, le donne innanzitutto.

C’è chi fa approvare leggi per vietare di togliere troppo presto i cuccioli agli animali domestici e nello stesso tempo è favorevole a strappare i bambini neonati alle madri con l’aberrante pratica dell’utero in affitto.

Potrete inoltre leggere una testimonianza che è un inno alla vita e due interessanti riflessioni sulla bioetica e sulla ‘biopoietica’.
Quello che conta è comunque non perdere la speranza. I due ultimi Family Day, che hanno visto milioni di persone scendere in piazza, dimostrano che, se da un lato la cultura della morte avanza, dall’altro gli uomini di buona volontà – che sanno vivere e testimoniare per la vita e la famiglia secondo le leggi di natura e la ragione naturale – sono tanti. “Le porte degli Inferi non prevarranno!”.

Questa lacerazione della natura umana è forse la principale contraddizione del relativismo etico, del pensiero unico dominante, della cultura della morte. Una cultura che – appunto – mira alla distruzione delle persone, attuando una rivoluzione antropologica radicale che presuppone anzitutto la distruzione della famiglia: del luogo, cioè, dove la persona nasce, cresce e si fortifica preparandosi ad affrontare la vita nella società.

Toni Brandi

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