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Ti aiutano a morire, ma non a vivere: il Governo impugni la legge dell’Umbria che facilita i suicidi | Firma ora

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Il 22 ottobre la Regione Umbria ha approvato una legge per facilitare il suicidio dei cittadini più fragili, scegliendo di aiutarli a morire avvelenati prima ancora di aiutarli a vivere con dingità.

Secondo le società scientifiche di settore, in Umbria ha accesso alle cure palliative poco più del 30% di chi ne ha diritto. Gli hospice sono tre, con circa 28 posti letto: lo standard nazionale ne richiederebbe più del doppio.

Significa che, anche in Umbria come nel resto d’Italia, migliaia di malati, anziani o fragili non hanno a disposizione un servizio sanitario in grado di curare e alleviare il loro dolore, ma un servizio sanitario che può aiutarli a farsi fuori.

Questa non è libertà di scelta. Questo è un meccanismo disegnato per scartare migliaia di cittadini “difettosi” e risparmiare sulle casse pubbliche.

Questa legge è un tassello della strategia del Partito dell’Eutanasia: portare il Paese, passo dopo passo, nel baratro già imboccato da Olanda e Canada, dove l’eutanasia è ormai diffusa e arriva a persone depresse, dementi e anziane, anche quando non possono più esprimere una volontà attuale.

Il Governo Meloni ha avuto il grandissimo coraggio e merito di aver già impugnato le leggi simili approvate in Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e, in questi giorni, Veneto. Gli chiediamo di avere la stessa determinazione contro la legge dell’Umbria che apre la strada alla mattanza di disperati.

Firmando questa petizione, chiedi al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge dell’Umbria sul suicidio assistito, perché chi soffre ha diritto a cure, diritti e dignità.

Firma subito questa petizione:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Giorgia Meloni

 

Egregio Presidente,

nei mesi scorsi il Suo Governo ha avuto il coraggio e il merito di impugnare in Corte Costituzionale le leggi regionali approvate dalle regioni Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e, ultimamente, Veneto che aiutano i cittadini fragili a suicidarsi, sovvertendo la stessa ragion d’essere del Servizio Sanitario Nazionale.

Firmando questa petizione, Le chiedo di dare mandato all’Avvocatura dello Stato di impugnare ora la legge della Regione Umbria, che aiuta i malati a morire più di quanto li aiuti a vivere.

Il termine per impugnare la legge è di sessanta giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale. Le chiedo dunque la massima urgenza nell’agire. Il Governo italiano faccia il possibile per bloccare la deriva eutanasica in Italia.

Distinti saluti,

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