ONU: l’Italia sostenga il Rapporto contro l’utero in affitto! | Firma ora
+++ 19/11/2025 AGGIORNAMENTO: La petizione è stata consegnata personalmente anche a Reem Alsalem, Relatrice del Rapporto Speciale ONU A/80/158 per un divieto globale di utero in affitto +++
----------------------------------------------------------------------------------------------
+++ 10/10/2025 AGGIORNAMENTO: La petizione è stata consegnata al Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Si può comunque continuare a firmare la petizione +++
Il 10 ottobre 2025 l’Assemblea Generale ONU discute il Rapporto Speciale A/80/158 che condanna l’utero in affitto perché lede la dignità di donne e neonati e chiede un divieto globale con sanzioni per committenti, agenzie e cliniche.
Affinché le raccomandazioni del Rapporto A/80/158 abbiano valore vincolante è necessario che un gruppo di Stati presenti una Risoluzione per la stesura e approvazione di un Trattato internazionale.
L’Italia viene citata nel Rapporto come l’unico Stato ad aver definito per legge l’utero in affitto un “reato universale”, ed è dunque il Paese più titolato per assumere la guida di questa iniziativa politica.
Firmando questa petizione chiedi al Governo italiano di presentare una Risoluzione all’ONU contro l’utero in affitto creando il consenso politico necessario ad aprire la strada per un Trattato internazionale vincolante.
Firma subito questa petizione:
Al Ministro degli Esteri, On. Antonio Tajani
Signor Ministro,
Le chiedo di schierare il Governo Italiano a favore del Rapporto ONU A/80/158 che sarà discusso il 10 ottobre dall’Assemblea Generale e che condanna la pratica dell’utero in affitto e ne chiede il divieto a livello globale. L’Italia assuma l’iniziativa di una Risoluzione che apra la strada alla stesura e approvazione di un Trattato internazionale vincolante.
⬇️ FIRMA QUI ⬇️
Grazie per aver sottoscritto la petizione!
Resta aggiornato! Questa causa avrà presto degli sviluppi importanti. Per sapere che cosa accadrà, acconsenti a ricevere informazioni sulle iniziative di Pro Vita & Famiglia, nel pieno rispetto della normativa sulla Privacy?;