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Firma perché sia tutelato il diritto all'istruzione degli alunni delle scuole paritarie!

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Con il Decreto "Cura Italia" abbiamo assistito all'ennesima discriminazione nei confronti delle Scuole Paritarie, le quali sono state scientemente e ideologicamente escluse dai fondi destinati alla "Didattica a Distanza". Si tratta di una scelta miope che, oltretutto, si scontra con il principio della libertà educativa sancito e tutelato dalla nostra Costituzione.

In virtù di questa assurda difformità, in Lombardia sono stati stanziati 12.107.259,02 euro per le scuole statali elementari e medie, e a Bergamo 79.208,07 euro. Neanche un centesimo, invece, è stato riservato agli istituti paritari comprensivi.

Firma anche tu per chiedere al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e al Sindaco di Bergamo Giorgio Gori di impegnarsi affinché, sia a livello regionale che comunale, venga superata questa insopportabile disparità di trattamento, e venga garantito a tutti un uguale diritto all’istruzione.

-- Ecco il messaggio che invieremo al Presidente della Regione Lombardia e al sindaco di Bergamo --

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (c.d. “Cura Italia”), con l’art. 120, ha stanziato 85 milioni di euro per gli “Strumenti per la didattica a distanza” (DAD), destinandoli esclusivamente agli alunni delle scuole statali ed escludendo completamente gli allievi delle scuole paritarie.

Questo provvedimento si scontra con il diritto costituzionale alla libertà educativa, nonché con la legge n. 62 del 10 marzo 2000 contenente le norme per la parità scolastica e le disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione: venendo così a costituire un’insopportabile discriminazione, forse nell’erronea convinzione che agli istituti paritari abbiano accesso solamente famiglie abbienti. In ogni caso, il criterio di distribuzione dei fondi dovrebbe essere costituito dal reddito del nucleo familiare, non dalla tipologia di scuola frequentata dai figli.

A oggi, l’ambito paritario garantisce l’istruzione a un esercito di 870.000 studenti, 18.000 dei quali diversamente abili. Ciascuno dei quali ha il diritto di non essere lasciato indietro solo perché non può permettersi l’acquisto di strumenti quali i dispositivi informatici necessari alla DAD.

Ironicamente, poi, la misura dell’esecutivo sarebbe anti-economica in primis per le stesse istituzioni, dal momento che gli studenti iscritti alle scuole paritarie, mediamente, costano allo Stato 500 euro ciascuno all’anno, contro una media di 6.500 euro che lo Stato spende ogni anno per ogni alunno delle scuole pubbliche.

Chiediamo quindi che il Presidente della Regione Lombardia e il sindaco di Bergamo si impegnino a rimediare a questa ingiustizia, garantendo, nei rispettivi territori di competenza, che sia pienamente rispettata l’equiparazione dei diritti e dei doveri degli studenti in modo che tutti possano avere le stesse opportunità educative.

Firma subito questa petizione per:

- chiedere al Presidente della Regione Lombardia e al Sindaco di Bergamo di impegnarsi affinché, sia a livello regionale che comunale, venga superata la disparità di trattamento tra scuole pubbliche e paritarie e venga garantito a tutti un uguale diritto all’istruzione.

 

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