22/12/2021 di Luca Marcolivio

Utero in affitto, rieducazione lessicale, propaganda Lgbt. Maglie: «Unica grande, e pericolosa, regia. La maggioranza silenziosa non deve dormire»

Fa parte tutto di un’unica grande regia: l’utero in affitto, le lobby lgbt, i progetti di rieducazione lessicale dell’Unione Europea rientrano nello stesso piano firmato dalle élite globali. Intervistata da Pro Vita & Famiglia, la giornalista Maria Giovanna Maglie si è espressa a tutto campo su alcuni temi anche di strettissima attualità. Insistendo sulla necessità di una legislazione più stringente sul reato di utero in affitto, la Maglie intravede la possibilità di una maggioranza trasversale su questo tema, sul quale, però, c’è almeno un partito che sta mostrando un silenzio assordante…

 

Maria Giovanna Maglie, durante la presentazione del libro dell’onorevole Baldassarre, qualche settimana fa, lei ha accennato a una legislazione italiana carente sul tema dell’utero in affitto. A cosa si riferisce in particolare?

«L’utero in affitto viene tollerato in Italia, perché la legislazione riguarda soltanto i reati commessi sul territorio nazionale. Se uno se ne va, ad esempio, in Ucraina a prendersi dei bambini, ha dalla sua la Cassazione che ha già deciso che prevale il “diritto dell’anagrafe”: ecco allora che questa pratica diventa qualcosa che chiunque può svolgere impunemente. Persino quei due sciagurati che avevano commissionato una bambina e poi non l’hanno più voluta non hanno commesso alcun tipo di reato. È ovvio che, al contrario, una legislazione adeguata dovrebbe portare a contemplare come reato il ricorso all’utero in affitto in qualunque luogo del mondo».

Ritiene che in Italia possa determinarsi una maggioranza trasversale in grado di irrobustire la protezione di donne e bambini da questo mercimonio?

«Sì, pare che in Parlamento una maggioranza trasversale esista. Ci sono state dichiarazioni in questo senso tra i 5 Stelle, in particolare da Di Maio. Ci sono due proposte di legge del centrodestra, una della Meloni, l’altra della Carfagna. Ci sono dichiarazioni molto dure sull’argomento da parte di Renzi e di Calenda. Apparentemente, quindi, c’è soltanto un silenzio del PD, se io ho capito bene… Certo, ci dovrebbe essere un’ampia maggioranza, ma poi bisognerà passare dalle parole ai fatti, anche perché, sussiste questo pregiudizio per cui, come ricordava Salvini, se una proposta viene avanzata dal centrodestra, immediatamente si alzano le barricate».

Qual è, a suo avviso, il ruolo delle organizzazioni internazionali in questa e in altre controversie etiche?

«Bisogna stare molto attenti, perché il laicismo talebano dell’Unione Europea è forte e prevalente. Basti pensare al recente episodio della censura sul Natale, sui nomi “Maria” e “Giovanni” o sulla parola inglese “man” (uomo) da usare il meno possibile. Questo laicismo talebano, che predica la fluidità di genere e la libertà dell’individuo a ogni costo, è piuttosto dominante in questo momento nel mondo, non perché rappresenti la maggioranza ma perché la maggioranza tace. Se la maggioranza silenziosa che si è inorridita quando negli Stati Uniti ha visto abbattere le statua di Theodore Roosevelt o di Abraham Lincoln, si fosse fatta sentire, si sarebbe visto quali erano i suoi numeri. C’è quindi una minoranza rampante, prepotente e talebana appoggiata dai media».

Ritiene che la Commissione Europea proverà a rispolverare la circolare ritirata?

«La circolare sarà sicuramente rilanciata. Da quanto ho capito parlando con dei parlamentari europei, sono stati riscontrati dei difetti tecnici che hanno consentito di chiedere il ritiro: in questo modo chi aveva fatto la proposta ha potuto salvare la faccia. È chiaro che ci riproveranno, perché la mentalità dominante all’interno dell’Unione Europea è una mentalità relativista e, in quanto tale, succube di ciò che proviene da ogni forma di progressismo. Fermo restando che di progresso non si tratta».

Imporre l’utero in affitto e abolire il Natale fa parte di un unico progetto?

«È un unico sistema che tenta di sovvertire l’ordine esistente. Mi viene sempre in mente il discorso di Ratisbona di papa Benedetto XVI: la chiave di tutto è la rinuncia dell’Occidente, la sua svendita o, per meglio dire ancora, il suo suicidio. A tutto questo bisogna opporsi: le maggioranze che non sono d’accordo devono imparare a non dormire!».

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