12/05/2020 di Luca Scalise

Utero in affitto, in Ucraina i bambini come dei pacchi in giacenza (VIDEO-CHOC)

Il video della clinica Biotexcom, con le grida assordanti dei bambini, sta facendo il giro del web. «Sono i figli dell’utero in affitto: i contratti con le madri surrogate sono scaduti con il parto e i genitori committenti stranieri non possono andarli a prendere a causa del blocco delle frontiere indotto dalla pandemia», spiega un articolo di Avvenire.

Così, ora, 46 neonati sono “parcheggiati” in un hotel, come merce che attende d’essere ritirata dagli acquirenti. Come oggetti, di cui si è scelto il colore della pelle, degli occhi, dei capelli, l’etnia ed altre caratteristiche.

Peccato, però, che non sono oggetti e che questi piccoli hanno appena subito il trauma d’essere stati strappati dal ventre materno e sappiamo bene quanto sia fondamentale per dei neonati il contatto con esso. E non dimentichiamo che lo stesso trauma lo stanno vivendo anche le donne che li hanno partoriti e che hanno sviluppato un naturale e inevitabile attaccamento nei loro confronti. Senza contare che la loro stessa salute è stata messa a rischio con la pratica dell’utero in affitto e che tantissime delle donne che vi si prestano lo fanno per riscattarsi da una condizione di povertà.

Insomma, questa mercificazione di bambini innocenti e questo sfruttamento del corpo femminile stanno suscitando indignazione non solo in ambienti pro life e pro family, ma anche tra le femministe, che, attraverso la “Rete Italiana contro l’Utero in Affitto”, hanno ricordato come l’utero in affitto e la sua pubblicizzazione siano un crimine, chiedendo all’ambasciatore italiano in Ucraina e al ministro degli Esteri, Di Maio, che non venga «concesso alcun permesso speciale, in deroga al lockdown, per recarsi a “ritirare” i bambini» e che questi «vengano affidati, di preferenza, alle madri che li hanno messi al mondo. Oppure, se esse non possono o non intendono farsene carico, a famiglie che se ne possano prendere cura. O che vengano dichiarati in stato di adottabilità», leggiamo su La Nuova Bussola Quotidiana.

Anche il segretario generale del Partito Comunista Marco Rizzo, sulla sua pagina Facebook, si è espresso in merito alla vicenda. Afferma: «L'utero in affitto è una barbarie propria della società del capitalismo globalizzato. Si esaudiscono DESIDERI di coppie o singoli (etero ed omosessuali) e si BARATTANO con i DIRITTI PRIMARI dei neonati e delle loro madri, obbligate dalla povertà a fare da incubatrici. Voi che ne dite? I comunisti si batteranno sempre contro questa vergognosa mercificazione».

I bambini non sono il diritto di qualcuno, sono persone, soggetti di diritto. Il primo diritto fondamentale che non deve mai essere loro negato è quello alla vita. Poi, quello ad avere una famiglia, una mamma e un papà.

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