23/04/2016

Stato vegetativo, nel profondo, cosciente e interattivo

BioEdge ci informa che alcuni neuroscienziati canadesi hanno rilevato attività cosciente in pazienti in ‘stato vegetativo’ da più di 10 anni, usando la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero di JAMA Neurology.

Lorina Naci e Adrian M. Owen, della Western University dell’Ontario, hanno esaminato tre pazienti che erano stati giudicati completamente insensibili dopo lesioni cerebrali gravi, due dei quali in stato di minima coscienza (come Eluana Englaro) e uno in uno stato vegetativo.

Tutti e tre sono stati in grado di “rispondere”.  Due di loro hanno comunicato ripetutamente e con precisione.  In questo video , in inglese, Lorina Naci spiega i risultati ottenuti.

Ciò dimostra che i pazienti che finora sono stati considerati in gran parte o del tutto privi delle capacità cognitive possono avere, invece, pensieri coerenti con l’ambiente che li circonda.

La situazione dei pazienti in cosiddetto stato vegetativo può essere davvero terribile. Le ricerche hanno dimostrato che fino al 40% dei casi, spesso, sono mal diagnosticati e in realtà hanno un certo grado di consapevolezza.

Commentando lo studio Naci e Owen, uno dei neurologi più importanti d’America, James L. Bernat , ha detto che i dati sono abbastanza convincenti e  ciò sottolinea che tutti hanno il dovere di trattare queste persone come persone senzienti, per ottimizzare la loro capacità di comunicare, e per ridurre la loro sofferenza: “I pazienti in stato di coscienza minima o che sono stati diagnosticati in stato vegetativo meritano i nostri sforzi: vanno rassicurati del fatto che sappiamo che sono consapevoli, e che tentiamo di stabilire un sistema di comunicazione con loro e che affrontiamo in modo adeguato la loro assistenza medica, emotiva, e palliativa come facciamo con i pazienti svegli e consapevoli, ma profondamente paralizzati con [sindrome locked-in] “.

Intanto, d’altra parte, si vanno moltiplicando le leggi eutanasiche (anche alla Camera dei Deputati italiana se ne sta discettando) e quando riusciamo a farli fuori, i pazienti in stato di minima coscienza – come Eluana Englaro – agli assassini riconosciamo il diritto a un premio e al “risarcimento danni”.

Redazione


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