20/12/2016

Sesso differente: educare alla complementarietà e alla relazione

Sesso maschile e sesso femminile. Due, diversi e complementari.

Ma perché esistono maschi e femmine? Una cosa è certa: la diade maschile-femminile esiste proprio per permettere una relazione.

Rimanendo su un piano di spiegazioni all’interno del paradigma della psicologia evoluzionista, il dimorfismo sessuale permette che la generazione futura di esseri umani venga al mondo con DNA totalmente nuovo, grazie al fatto che ciascun individuo ha il suo DNA unico e irripetibile, frutto della combinazione del patrimonio genetico dei suoi genitori, maschio e femmina. E questo ci permette di avere buone e originali difese contro i più feroci nemici dell’umanità: i germi.

Spiega Pinker: «Ora, se un organismo fosse asessuato, una volta che gli agenti patogeni avessero scassinato i sistemi di sicurezza del suo corpo, avrebbero scassinato anche quelli dei suoi figli e fratelli. La riproduzione sessuale è una tecnica per cambiare serratura a ogni generazione. Scambiando metà dei propri geni con una metà diversa, un organismo dà alla sua prole un vantaggio di partenza contro i germi locali. Le nuove serrature molecolari avranno una combinazione diversa, quindi il germe dovrà ricominciare da zero ed evolvere nuove chiavi».
Basta questa argomentazione per comprendere l’importanza della differenza sessuale e che, tale importanza, si manifesti ed espliciti primariamente nella relazione complementare di un uomo e una donna.

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L’unicità e irripetibilità della generazione successiva è frutto della complementarietà morfologica e del sesso differente della generazione precedente che attraverso la relazione procreatrice tra due, ha reso possibile un adattivo e funzionale ingresso nella vita del figlio, già attrezzato al meglio per difendersi e superare gli ostacoli della vita. Siamo d’accordo quindi con Mari quando afferma: «La sessualità acquista il significato della più forte opportunità di relazione che sia offer- ta all’essere umano e il dimorfismo si qualifica perché si connota, contem- poraneamente, in chiave di alterità e comunicazione».

E, nella vita di coppia, quanto incide la differenza del sesso di appartenenza? In un’arguta battuta Sacha Guitry afferma:

«Il matrimonio è un’istituzione fatta perché due persone si aiutino in difficoltà che non avrebbero mai conosciuto se non si fossero sposate».

La battuta risulta divertente e sferzante proprio perché dice la verità, ma non tutta. Una verità meno scontata di quello che sembra perché, se è vero che la particolare vicinanza che si crea nel matrimonio genera problemi che altrimenti non ci sarebbero mai stati, proprio a ragione di quelle diversità insanabili di cui ciascuno è portatore, è vero anche che offre possibilità di sviluppo, conoscenza di sé e superamento di chiusure e automatismi, altrimenti sviabili. Perché la via che con tutte le nostre forze spesso cerchiamo, senza accorgercene, di evitare, è a volte proprio quella che invece ci condurrebbe a una maggiore serenità e gratificazione, ampliando le nostre capacità di accogliere e farci accogliere autenticamente. La base di questa possibilità di confronto e differenziazione è che esiste una persona diversa da me e a me complementare, che mi permette di confrontarmi e mettermi in discussione.

La positività della complementarietà non è solamente da intendere come quella qualità relazionale che rende possibile un arricchimento reciproco proprio per la diversità che ciascuno apporta, ma anche perché è la base di un incastro che non trova soluzione immediata ma che necessita di attenzione, cura e amore.

Marco Scicchitano

Fonte: Notizie ProVitasettembre 2014, p. 18

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