01/06/2020 di Manuela Antonacci

Regno Unito, la maternità surrogata finanziata con i soldi dei contribuenti

Incredibile ma vero. Lo scorso aprile la Corte Suprema del Regno Unito ha fatto sapere ufficialmente ai contribuenti britannici che, in futuro, il National Health Service (NHS), ovvero il Servizio Sanitario Pubblico britannico, nonostante siano scarse le risorse finanziarie per le cure mediche essenziali, sarà costretto ad elargire somme a sei cifre per chi voglia fare ricorso alla pratica dell’utero in affitto in un paese extra britannico, perché in Inghilterra è vietato.

Il peso maggiore in questa storia l’ha avuto Brenda Marjorie Hale, nota come Lady Hale, che è stata una giudice britannica, presidente della Corte Suprema del Regno Unito dal 2017 al 2020, la quale, in passato, si era occupata del caso di una donna a cui aveva fatto avere un risarcimento importante (di ben 560.000 sterline) per alcuni gravi errori clinici che, a causa di una diagnosi tardiva di cancro all’utero, le avevano reso impossibile portare avanti una gravidanza.

C’è però un piccolo particolare: la donna in questione, il cui nome per ragioni di privacy non viene svelato, aveva già ricevuto più di 74.000 sterline per poter pagare quattro gravidanze con maternità surrogata, a cui aveva fatto ricorso, usando i suoi ovuli. Ben quattro perché la donna desiderava anche una famiglia numerosa. Eppure se questa richiesta di risarcimento fosse stata respinta, il sistema sanitario nazionale, avrebbe avuto denaro sufficiente per poter pagare circa 100 interventi per protesi al ginocchio e all’ anca, destinate a pazienti che sono in lista d’attesa ormai da lungo tempo. Un caso, insomma, che rappresenta un importante precedente in merito alla recente decisione della Corte Suprema del Regno Unito.

Eppure proprio Lady Hale si è autodefinita un’ardente attivista per i diritti delle donne, ma quali diritti? Quelle delle madri surrogate che verranno, dopo essere state sfruttate adeguatamente come banali involucri, tenute ben lontane dalle coste britanniche? Di quali diritti stiamo parlando? Viene piuttosto da chiedersi… siamo di fronte ad una nuova forma di schiavitù o di colonialismo?

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