17/10/2019

Regionali Umbria: per candidati di centrodestra la famiglia è il motore del cambiamento

Svecchiare l’amministrazione umbra, dando un colpo di grazia all’apparato di potere consolidato e radicato in 50 anni di governo del centrosinistra, contribuirebbe a ringiovanire l’intera Regione e anche a ridare ossigeno all’economia locale. A sostenerlo sono numerosi candidati di centrodestra al Consiglio Regionale, in occasione delle elezioni del prossimo 27 ottobre. Un turno elettorale che potrebbe avere una portata storica: per la prima volta dopo mezzo secolo, infatti, in Umbria, l’affermazione di una maggioranza di diverso colore politico si prospetta come una possibilità concreta. Donatella Tesei, candidata governatrice di centrodestra, secondo i sondaggi, è infatti in lieve vantaggio sullo sfidante Vincenzo Bianconi, sostenuto da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

Il grande motore di un possibile rinnovamento della Regione Umbria è nel sostegno alla vita e alla famiglia, pesantemente trascurate dalle passate amministrazioni. È quanto affermano i tre candidati di centrodestra incontrati da Pro Vita & Famiglia a poco più di una settimana dall’apertura delle urne. Raffaella Pagliochini, 47 anni, avvocato familiarista, mediatrice familiare e presidente del Consiglio Comunale a Todi, si presenta nella lista di Fratelli d’Italia. Già a livello comunale, la Pagliochini si è impegnata promuovere politiche a favore della famiglia, che, tra pochissimo, in caso di vittoria del centrodestra, potrebbero approdare alla Regione. «Per me è importante sottolineare che l’unica famiglia possibile è la famiglia naturale formata da padre, madre e figli – puntualizza subito la candidata di Fratelli d’Italia –. Sono quindi contro ogni forma di ideologia gender, di “genitore 1” e “genitore 2” e sono assolutamente a favore del diritto di ogni bambino ad avere un papà e una mamma».

Secondo Raffaella Pagliochini, «se gestissimo la cosa pubblica, come sappiamo gestire le nostre famiglie, ci troveremmo in una situazione economico-finanziaria di gran lunga migliore di quella attuale». Da sempre molto vicina a Massimo Gandolfini e al Family Day, la Pagliochini è tra i firmatari del manifesto valoriale promosso dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli e presentato oggi a Perugia ai leader dei tre partiti di centrodestra.

«Rendere l’Umbria una Regione a misura di famiglia sarebbe una conquista importantissima», aggiunge Pagliochini, tra le cui proposte figurano l’apertura di un tavolo istituzionale per la famiglia e la creazione di un assessorato regionale alla Famiglia. L’obiettivo è quello di portare avanti «politiche familiari anche di bilancio, fiscali e finanziarie, per incrementare la natalità nella nostra regione». Queste attenzioni e queste tutele, sottolinea Pagliochini, sono «un elemento importante che ci distingue dal centrosinistra e da tutte le politiche finora attuate in Regione. Anche le promesse del loro candidato Bianconi mi sono sembrate molto generiche…». Altro punto qualificante nel programma sostenuto da Raffaella Pagliochini e da tutto il centrodestra è il sostegno ai disabili, in nome di politiche non all’insegna dell’«assistenzialismo» ma dell’«assistenza».

Valerio Mancini è un altro dei candidati che hanno firmato il Manifesto valoriale e che hanno partecipato ai Family Day degli anni passati. 54 anni, presidente regionale della Lega, sia come consigliere comunale a Città di Castello, sia come capogruppo della Lega al Consiglio Regionale, Mancini ha sempre promosso politiche per la famiglia. «Ho sempre cercato di aiutare, anche al di fuori dell’ambito politico, le donne senza mezzi economici che volevano portare avanti la gravidanza – spiega il candidato a Pro Vita & Famiglia –. Ritengo che della Legge 194 vadano applicati i primi due articoli: molte persone ancora non sanno che, all’interno dei consultori pubblici e privati, c’è un mondo associativo e di volontariato che aiuta le future mamme in difficoltà. Ciò rappresenta, mi permetto di dirlo, un grande esempio di carità cristiana ma è anche importante per la nostra economia, per rinvigorire una società ormai troppo vecchia». Lo scorso marzo, Mancini presentò inoltre una mozione – che il Consiglio non ha mai discusso – che impegnava la Giunta Regionale a bloccare la somministrazione della triptorelina, autorizzata da poco dall’AIFA.

Anche per Valerio Mancini le politiche demografiche sono fondamentali per rilanciare una regione che detiene il triste primato dell’età media più alta d’Italia. «Bisogna lavorare molto sull’edilizia non solo pubblica – spiega il candidato della Lega – in particolare recuperando quel grande patrimonio privato che poi rimane sfitto. Questa è un’operazione che potrebbe dare un’opportunità alle giovani famiglie alle prese con il problema della casa». Altra sfida è rappresentata dagli asili nido, ritenuti da Mancini, «troppo pochi» e «troppo cari». «Vi sono comuni nell’alta valle del Tevere, dove si arriva a pagare 400 euro mensili per un figlio oppure 700 per due figli. Sono cifre assurde, con quelle cifre tu paghi ampiamente la rata di un mutuo ma soprattutto sono cifre che la maggior parte delle famiglie non possono sostenere».

La chiave di volta, secondo il candidato della Lega al Consiglio Regionale, potrebbe essere quindi in un maggiore «accesso alle abitazioni pubbliche e private», assieme al «sostegno ai comuni per avere asili nido a canone agevolato o a costo zero» e a incentivi al «trasporto pubblico per i bambini delle scuole». Mancini pone infine in evidenza la possibilità di promuovere un «welfare aziendale» ricalcato sui modelli del Nord Italia, in particolare per ciò che riguarda gli asili aziendali.

L’invecchiamento demografico è al centro anche delle preoccupazioni di Roberto Morroni, già sindaco di Gualdo Tadino, poi, dall’aprile 2018, consigliere regionale di Forza Italia. «Ovviamente per quanto attiene al centrodestra, la famiglia riveste un ruolo centrale – spiega Morroni –. Dobbiamo tener conto della centralità della famiglia alla luce di una serie di fenomeni che anche nella nostra Regione si stanno manifestando in maniera particolarmente acuta. Nell’arco di pochissimo tempo, il 25% della nostra popolazione avrà più di 65 anni, per cui serve un’inversione di rotta molto decisa».

Anche Morroni indica nell’edilizia a misura di famiglia e negli incentivi alle giovani famiglie – specie se «numerose» – la carta vincente per superare la crisi demografica nella Regione. La famiglia, del resto, «è uno dei terreni sui quali io credo si misura anche la differenza sostanziale tra un indirizzo politico e un altro. Da parte del centrodestra c’è un’attenzione marcata su questi fronti, che riflette un’impostazione valoriale e una visione che assegna alla famiglia un ruolo centrale nell’organizzazione sociale del nostro territorio. Tutto ciò non fa assolutamente parte del patrimonio culturale di chi ha governato l’Umbria in questi cinque decenni».

Anche per queste ragioni, conclude Morroni, le elezioni del 27 ottobre, rappresentano un’occasione storica per voltare pagina in Umbria. «Dal punto di vista dello sviluppo economico, la nostra Regione viaggia a ritmi molto più bassi rispetto alle aree più progredite del Paese. Se vogliamo proseguire lungo questa traiettoria, basterà votare l’“ammucchiata elettorale” PD-M5S. Se invece vogliamo scrivere una nuova pagina nella prospettiva di un rilancio e di una rivitalizzazione della comunità umbra, credo sia necessario puntare su idee nuove e uomini nuovi. E in tal senso, l’esperienza di buon governo del centrodestra e, in particolare, di Forza Italia in vari comuni, è pronta per diventare un patrimonio a servizio di tutta la Regione».

 

di Luca Marcolivio

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Info