23/03/2020

Obiezione respinta: le liste contro la pillola di “Non una di meno”

 “Questa è la mappa di Obiezione Respinta. Puoi esplorarla usando la funzione “Cerca” per trovare la città che ti interessa. Potrai trovare dei segnalini con simboli diversi che indicano il tipo di servizio. (Farmacie, consultori, Ospedali, Queersultorie… ecc.). Il colore indica invece il tipo di segnalazione: quelli verdi sono stati considerati adeguati da altri utenti, quelli rossi no. Se cliccherai sul segnalino troverai ulteriori informazioni (in quella farmacia si rifiutano di vendere la pillola, in questo consultorio sono stata visitata correttamente…ecc) Puoi contribuire anche tu a questa inchiesta!”

Di che stiamo parlando? Di “Obiezione respinta, un sito creato dall’associazione “Non una di meno”, appositamente per segnalare tutti i medici e i farmacisti obiettori presenti sul territorio italiano. Con una malcelata punta di orgoglio, l’associazione indica una mappa con segnalini rossi e verdi, che ricoprono tutta la cartina dell’Italia, in cui i segnalini verdi rappresentano le farmacie e i consultori “Buoni”, cioè quelli in cui vengono date informazioni, a dir loro, “corrette” sulla pillola del giorno dopo e in cui questo farmaco è disponibile; quelli rossi, invece indicano le strutture “Cattive”, in cui ci sono medici dichiaratamente obiettori che, per scelta, non vendono il suddetto farmaco.

E dulcis in fundo, come se non bastasse questa incredibile lista di proscrizione, si invitano anche gli utenti a partecipare al pubblico linciaggio di questi servizi, aiutando “Non una di meno”, con le loro stesse segnalazioni, fornendo nome della farmacia, indirizzo, numero di telefono, sito web, persino orario di apertura e idem per i consultori; in più nello spazio “note” vengono inseriti i motivi di reclamo degli utenti. Se si va sul sito e si clicca sulle strutture “maledette” (e vi invitiamo a farlo!) si noterà che gli unici motivi di reclamo sono la non disponibilità della pillola del giorno dopo, nelle farmacie o la posizione dichiaratamente antiabortista degli assistenti che gestiscono alcuni consultori.

Insomma, non esitiamo a definirla, alla luce di tutto questo, una vera e propria “caccia alle streghe”. E, se ancora non siete abbastanza indignati, sappiate che nel menu della pagina c’è anche uno spazio intitolato “Aborto & COVID-19”, in cui viene indicato pure un canale Telegram dell’associazione, che fornisce tutte le informazioni sulla possibilità di abortire, “ai tempi del coronavirus”, in quanto, considerato lo straordinario stato di emergenza in cui ci troviamo, diversi ospedali hanno limitato l’accesso a questo “servizio”.

Ma niente paura, ci pensa “Non una di meno”, donne! E sì perché, se non bastasse il coronavirus, ora ci si mette pure l’associazione femminista a fare la sua parte, ricordando e contribuendo a fornire l’ennesimo strumento per aumentare il numero dei aborti. Tutto questo, nonostante diverse recenti ricerche e diversi autorevoli studi scientifici dimostrino come, miracolosamente, questo tipo di coronavirus non venga quasi mai trasmesso in gravidanza, al feto .

 

di Manuela Antonacci

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