02/09/2022 di Manuela Antonacci

Musica e disabilità, quando le note abbattono le barriere. Intervista ad Alessandro Villa

Ha tanti interessi ma una grande passione a cui si dedica da anni: la musica che l’ha portato ad impegnarsi in vari progetti e concerti nella sua città, Molteno, in provincia di Lecco, in Lombardia. Parliamo di Alessandro Villa, classe 1982, portatore di deficit fisio-visivo, una disabilità che, tuttavia, non gli impedisce di vivere la vita in pienezza, nonostante le mille difficoltà del quotidiano. Pro Vita & Famiglia l’ha intervistato per saperne di più.

Alessandro, ci racconti la tua storia?

«Io sono portatore di deficit fisio-visivo, dalla nascita, che mi causa difficoltà di coordinamento. Nonostante questo sono abbastanza attivo: in genere cerco di lanciarmi nel settore della musica che mi ha fatto da compagna di vita da sempre. Tuttavia quando sono con gli altri, nel posto in cui vivo, la considerazione che hanno di me è legata al fatto che sono in qualche modo un personaggio pubblico, perché ho scritto canzoni e sono finito sui giornali. Vorrei che i miei concittadini mi considerassero innanzitutto come persona più che come personaggio»

Com’è la tua quotidianità?

«Io, come dicevo, sono impegnato con la musica: una volta alla settimana vado a scuola di canto, non solo per diventare qualcuno, ma anche semplicemente per migliorarmi. Per me è stato molto difficile dal punto di vista scolastico, perché negli anni ’80 non c’erano gli insegnanti di sostegno e quindi ho dovuto optare per questa soluzione»

Lo Stato cosa fa?

«Economicamente poco. Mi è stata riconosciuta l’invalidità parziale: recepisco un assegno che non arriva nemmeno ai 500 euro»

Quali sono le difficoltà legate alla tua condizione di disabilità?

«La scarsa solidarietà da parte della gente, per esempio. Dal mio aspetto si tradisce abbastanza la mia disabilità ma a volte questo suscita dei pregiudizi, perché c’è molta disinformazione su questo argomento: molti credono che io abbia dei problemi cognitivi, che io sia down per esempio, ma non è così.  In realtà la disabilità può significare tante cose»

Cosa ti aspetti dalle istituzioni?

«Sono anni che cerco di portare avanti un ddl che aiuti l’inserimento dei disabili nelle società sportive, così come accade per i posti di lavoro. Perché sulla base della mia esperienza ho potuto comprendere e notare che nei contesti sportivi è molto più facile, rispetto ad altri ambienti, creare una sorta di sinergia tra il disabile e l’atleta. A questo fine sarebbe importante dare dei bonus alle realtà sportive che operano in questo senso»

C’è qualcosa che ti ha dato motivazione e forza, nonostante le difficoltà?

«Sì, sono molto legato ad una canzone di Lorella Cuccarini “Tu come me”, perché parlerebbe di una relazione sentimentale che è quasi alla fine, eppure non tutto è perso, perché viene detto che c’è la possibilità di ricominciare, sempre e comunque, in qualunque condizione ci si trovi. Io le attribuisco una valenza sociale, per cui ho trasformato il verso “Se vogliamo stare insieme” in “Se vuoi che ancora camminiamo insieme”. Questo brano, di cui ringrazio Lorella Cuccarini, mi ha dato tanta forza in un momento di sconforto»

 

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